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Il medico
il polso e le periferie

· ​Alla vigilia del viaggio del Papa in Georgia ·

La cattedrale cattolica dell’Assunta a Tbilisi

«Ma perché, con tanti luoghi più importanti che ci sono, il Papa viene proprio in Georgia?». Questa è stata la domanda che mi sono sentito rivolgere più volte da quando è stato annunciata la visita del Pontefice. Anche noi in Georgia, una volta preparato l’invito alla visita e averlo inviato in Vaticano assieme a quello del presidente della Repubblica e del patriarca ortodosso, ci chiedevamo se potesse venire accolto così in fretta: in fondo Giovanni Paolo II era stato qui, in visita, solo sedici anni prima!

Una risposta ci è giunta qualche settimana fa, quando il direttore di Civiltà Cattolica, in una serie di incontri con la cittadinanza, organizzati per aiutarci a cogliere il senso principale dei viaggi del Pontefice nel mondo, ha usato un’espressione che ci ha colpiti: «Se un medico vuole capire come funziona il cuore, la prima cosa che fa è sentire il polso, e il polso si trova nella periferia del corpo. Ecco, il Papa ama andare nelle periferie per capire lo stato di salute del cuore, e di tutto il corpo».

La Chiesa cattolica in Georgia è in attesa trepidante, accompagnata dalla preghiera quotidiana; un’attesa che sentiamo condivisa da tante persone che ritengono vere le parole del profeta Isaia (52, 7): «Come sono belli, sui monti, i piedi del messaggero di lieti annunzi: messaggero di pace, messaggero di bene, che annunzia la salvezza, che dice a Sion “Regna il tuo Dio”». Vieni, Papa Francesco, messaggero oggi sui monti del Caucaso!

di Giuseppe Pasotto
 Vescovo titolare di Musti, amministratore apostolico del Caucaso dei latini

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21 marzo 2019

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