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Alla scuola di Maria

· Incontro a Fátima sulla formazione permanente dei sacerdoti ·

La missione del Pontificio collegio portoghese, come «comunità sacerdotale vivente» a servizio della Chiesa locale e della Chiesa universale, è «occuparsi della formazione permanente dei sacerdoti», mettendosi con «tutte le sue energie e risorse alla scuola di Maria». In questo modo i preti potranno vivere come «discepoli del Signore e pellegrini della fede dietro al buon Pastore, con la stessa generosità, la stessa fiducia e la stessa costanza che furono della Madre di Dio». Ecco le indicazioni che monsignor Jorge Carlos Patrón Wong, segretario della Congregazione per il clero per i seminari, ha suggerito prendendo la parola nell’incontro tra sacerdoti studenti ed ex studenti del Pontificio collegio portoghese svoltosi a Fátima nei giorni scorsi.

Ronaldo Mendes «Nostra Signora  di Fátima»

Facendo espresso riferimento proprio alla spiritualità della cittadina mariana portoghese, il presule ha ricordato che «il popolo di Dio viene da ogni parte del mondo al santuario di Fátima, in un pellegrinaggio di fede che, attraverso questa porta santa che è la Madonna, apre il cuore all’incontro con il Signore». E, «a pensarci bene, la prima pellegrina della storia della salvezza è stata proprio lei, Maria». La giovane ragazza di Nazareth non ha avuto paura, infatti, «di mettere in discussione i propri progetti, di uscire da se stessa e di fidarsi della promessa di Dio; così, accogliendo con trepidazione, gioia e turbamento l’annuncio dell’Angelo, si mise subito in cammino, come pellegrina della fede: dapprima verso Elisabetta sua cugina ma, in generale, per tutta la vita ella si fece discepola di quel Figlio che aveva portato nel grembo, fino all’ora dolorosa della morte in croce».

«Se dunque Maria, madre e modello della fede, si è fatta discepola e serva del Figlio e dell’umanità — ha sottolineato monsignor Patrón Wong — allora questo è anche il programma di vita di un sacerdote: crescere e formarsi per essere sempre discepolo e servo del Signore e del popolo».

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