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Alla scuola
del buon pastore

· ​Tre giorni di appuntamenti per il giubileo di preti e seminaristi ·

«Una grande opportunità per rinnovarci, per prendere di nuovo questo profumo del Buon Pastore, condividerlo con il nostro popolo, per ricevere nuovamente l’emissione dello Spirito Santo e rinnovare le nostre forze, il coraggio, l’entusiasmo e farci prossimi a tutti». Ecco le ragioni del ritiro spirituale giubilare, che vede protagonisti a Roma dal 1° al 3 giugno oltre seimila preti e seminaristi, secondo la chiave di lettura proposta dall’arcivescovo Jorge Carlos Patrón Wong, segretario della Congregazione per il clero con la delega per i seminari.

«Siamo consapevoli della nostra debolezza e povertà e per questo abbiamo bisogno della misericordia di Dio» ha affermato il presule messicano. E proprio a partire da questa consapevolezza «Papa Francesco ha deciso che sacerdoti e seminaristi si fermino un momento in mezzo alle tante attività pastorali per trovare un po’ di riposo e di ristoro nel cuore del Buon Pastore».

E l’immagine del Buon Pastore è il filo conduttore di questo appuntamento giubilare, per rendere davvero «il prete uomo di misericordia e di compassione, vicino alla sua gente e servitore di tutti» secondo la sollecitazione rivolta dal Papa ai preti romani nel marzo 2014. Questa tre giorni, caratterizzata delle tre meditazioni condivise da Francesco nella giornata di giovedì 2, culminerà con la messa celebrata da Francesco in piazza San Pietro la mattina di venerdì 3.

L’incontro giubilare ha preso le mosse mercoledì mattina, 1° giugno, con la preparazione al pellegrinaggio alla porta santa della basilica vaticana. Nelle chiese giubilari di San Salvatore in Lauro, Santa Maria in Vallicella e San Giovanni dei fiorentini è stato possibile fare l’adorazione eucaristica e accostarsi al sacramento della riconciliazione. Nel pomeriggio, dopo il pellegrinaggio alla porta santa, è stato il momento delle catechesi per gruppi linguistici in varie chiese, seguite dalla celebrazione della messa. A tenere la catechesi per i partecipanti di lingua francese, nella chiesa di San Luigi dei Francesi, è stato il vescovo Vincent Dollmann, ausiliare di Strasburgo.

Per gli anglofoni, nella basilica di Sant’Andrea della Valle, ha parlato il vescovo Robert E. Barron, ausiliare di Los Angeles. Ai polacchi, nella basilica di San Marco evangelista al Campidoglio, ha parlato il vescovo Grzegorz Ryś, ausiliare di Cracovia. E a quelli di lingua portoghese, nella chiesa di Santa Monica, il vescovo Paulo Cezar Costa, ausiliare di São Sebastião do Rio de Janeiro.

Il cardinale panamense José Luis Lacunza Maestrojuán, vescovo di David, ha tenuto la catechesi in lingua spagnola nella basilica dei Dodici apostoli, mentre in tedesco, nella chiesa di San Salvatore in Lauro, ha parlato l’arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia. Infine gli italiani, nella chiesa di Santa Maria in Vallicella, hanno ascoltato la meditazione del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la cultura. Era presente una delegazione di sacerdoti di Milano. «Il cammino verso la santità che la misericordia di Dio incoraggia con particolare insistenza in quest’anno giubilare — ha detto il vicario generale dell’arcidiocesi ambrosiana monsignor Mario Delpini — non è un percorso individuale che insiste sul peccato personale per il quale si cerca un rimedio e una riparazione, ma è l’abbraccio del Padre misericordioso che ci salva convocandoci per la comunione in cui dimora la Santissima Trinità. L’edificazione della fraternità presbiterale è il contesto più abituale e più impegnativo per l’esercizio di quella dinamica della misericordia che la misericordia di Dio rende possibile e doverosa».

La giornata di giovedì 2, centrata sul ritiro spirituale con le meditazioni del Pontefice, si conclude con le messe nelle tre basiliche papali di San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura. Ma anche in altre chiese nell’area della basilica Ostiense per consentire a tutti di celebrare nella propria lingua.

Venerdì 3 giugno, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, la concelebrazione eucaristica in piazza San Pietro sarà presieduta da Papa Francesco. E concluderà il grande avvenimento giubilare dedicato ai sacerdoti proprio nel centosessantesimo anniversario dell’istituzione di questa solennità per la Chiesa universale. Nella celebrazione si pregherà per i sacerdoti, perché il loro cuore sia plasmato «sul modello del Cuore di Gesù» e così si santifichino «nell’esercizio gioioso del loro ministero». E si pregherà anche «per le vocazioni», con l’auspicio che «la volontà dei giovani» possa essere educata «a fare della propria vita un dono totale d’amore», vincendo «le resistenze che lo spirito mondano impone».    

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22 ottobre 2019

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