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Alla scoperta
della terapia dello Spirito

· A colloquio con Chiara Amirante, fondatrice di Nuovi Orizzonti ·

La comunità Nuovi Orizzonti taglia il traguardo dei suoi 25 anni con un nuovo libro di Chiara Amirante. La fondatrice del movimento ha appena dato alle stampe La guarigione del cuore (Piemme) che, in 250 pagine, sintetizza il risultato della lunga esperienza con il “popolo della notte”: migliaia di giovani disperati, in balìa delle dipendenze, hanno ritrovato il senso della loro vita nel non facile ma stimolante cammino con Nuovi Orizzonti.

Chiara Amirante

Il volume si sta rivelando uno straordinario successo editoriale: è entrato subito nella top 10 dei libri più venduti in Italia, con cinque ristampe e 19.500 copie vendute nelle prime due settimane dall’uscita.

L’autrice, usando la seconda persona singolare in forma interrogativa, si rivolge al lettore, proponendogli lo stesso metodo di discernimento usato in comunità. Ogni capitolo si conclude con brevi questionari che interpellano il nostro io profondo e chiamano in causa l’autenticità della nostra anima, accompagnati dai passi biblici che più aiutano a comprendere la preziosità della vita e del “prodigio che è in noi”.

A colloquio con l’«Osservatore Romano», Chiara Amirante ha accennato al suo ultimo libro, traendo il bilancio di un quarto di secolo della sua comunità: un progetto che, per volontà divina, è andato ben oltre ogni umana aspettativa.

Chiara, il nuovo libro vuole essere anche una sintesi di questi 25 anni di Nuovi Orizzonti?

Sì, è una pubblicazione che nasce proprio dal desiderio di condividere un percorso portato avanti prima con ragazzi accolti nelle comunità di Nuovi Orizzonti, poi con persone di ogni estrazione sociale. Tutte persone accomunate dal male di vivere tipico dell’uomo contemporaneo: si cerca la felicità nei miraggi del successo, del denaro, del potere, dello sballo, del piacere nelle più svariate forme ma poi, puntualmente, ci si trova tutti a sprofondare in un tunnel di vuoto, insoddisfazione e solitudine. Vivendo accanto a migliaia di giovani in situazioni di disagio, abbiamo cercato di trovare delle vie di uscita a questi tunnel, individuando le trappole che, costantemente, fanno cadere nella disperazione e indicando alcune strade per la “guarigione del cuore”. Oggi siamo tutti accomunati dall’esperienza dolorosa dell’“usa e getta” nelle relazioni affettive e sessuali, nelle amicizie. Nessuno ci dice, però, quanto sia importante curare queste ferite del cuore. Alla luce delle tante esperienze che ho avuto modo di raccogliere, ho potuto individuare alcune chiavi fondamentali per abbandonare i vecchi atteggiamenti poco sani e sostituirli con nuovi atteggiamenti che portano a vivere la pienezza della felicità e la guarigione del cuore. I risultati sono stati incredibili e al di là di ogni mia aspettativa, anche con persone considerate ormai disperate e senza possibilità di una nuova vita. Grazie a Nuovi Orizzonti, molti giovani hanno ritrovato la speranza e hanno voluto diventare testimoni di gioia per tanti altri, aiutando a loro volta chi è nel disagio. Ho sentito quindi l’urgenza di condividere quanto ho scoperto in questi anni, anche perché oggi, purtroppo, l’esperienza della ferita del cuore accomuna un po’ tutti.

Nel libro, lei usa spesso il termine “spiritherapy”: cosa significa?

La spiritherapy nasce dall’intuizione di poter scoprire quell’immenso potenziale presente in ciascuno di noi, che risiede proprio nella nostra parte spirituale. Oggi in tanti parlano delle potenzialità della nostra mente ma nessuno parla del fatto che noi siamo creati a immagine e somiglianza di Dio, che in ciascuno di noi c’è una scintilla divina. Anche per chi non ha fede, la spiritualità dell’uomo è una realtà fattuale: siamo gli unici esseri viventi sulla faccia della terra capaci di amare e Dio ci rende capaci di cose veramente straordinarie. Individuare i mezzi che fanno risplendere in tutta la sua bellezza quella scintilla divina presente in noi, mi ha portato a scoprire che, proprio nello spirito, possiamo trovare delle chiavi per la guarigione del cuore e per la felicità piena, la pace del cuore a cui il nostro spirito sempre anela e che, diversamente, non riusciremmo a scoprire. Lo Spirito Santo arriva dove nessuno di noi può arrivare, è quel dolce balsamo dell’anima che riesce a curare ciò che niente e nessuno può curare, per cui la riscoperta della meditazione e della preghiera del cuore è un percorso che hanno intrapreso credenti e non credenti e che porta frutti straordinari nella vita di chiunque si impegna a farlo con serietà.

Quale ritiene sia stato il più grande dono ricevuto in questi 25 anni di Nuovi Orizzonti?

Credo che il più grande dono sia stato proprio questo miracolo cui assisto ogni giorno: un “popolo della notte” che prima viveva imprigionato in gironi infernali e che oggi è diventato un popolo di cavalieri della luce — ormai più di settecentomila — testimoni di gioia, di speranza e d’amore in quegli stessi luoghi dove, in precedenza, loro stessi vivevano di espedienti, di droghe, di anestesie di vario tipo. Certamente è doloroso raccogliere ogni giorno il grido di tanti fratelli in situazioni drammatiche, però, al tempo stesso, è una gioia inesprimibile poter contemplare ogni giorno il miracolo di tanti che passano dalla morte alla vita, di tanti paralitici nel cuore che tornano a vivere la pienezza dell’amore a cui siamo chiamati, di tante persone imprigionate in dipendenze terribili che tornano a sperimentare la libertà. È questo il regalo più grande in questa avventura di venticinque anni che ho vissuto nella grande famiglia di Nuovi Orizzonti, che è diventata la mia famiglia.

Nuovi Orizzonti è ormai una realtà planetaria: se lo sarebbe mai aspettato al momento della fondazione?

Non mi aspettavo assolutamente niente di tutto questo. Iniziai semplicemente andando in strada, con il desiderio di mettermi in ascolto del grido inascoltato di tanti. Non mi sarei mai immaginata che i giovani vivessero così tante povertà invisibili che però ti uccidono silenziosamente, senza che nessuno se ne accorga. Oggi viviamo, come dice papa Francesco, in un “ospedale da campo” e sarebbe un grave peccato di omissione non dare una mano a chi è in difficoltà. Abbiamo la certezza che l’amore fa miracoli, perché Dio è amore. Se io pensassi che Nuovi Orizzonti fosse opera mia, sarei una povera illusa perché non avrei mai potuto io, con le mie non forze, con la mia non competenza, realizzare tutto quello che è sorto in questi anni. Come diceva Madre Teresa di Calcutta, tu sei una matita, è Dio che disegna, dopodiché non puoi fare altro che contemplare l’opera meravigliosa che lui ha compiuto.

In questi 25 anni, si sono succeduti tre pontefici: che sostegno e che valore aggiunto hanno dato alla vostra comunità?

Sono riconoscente e affettivamente legata a questi tre padri “giganti” e santi. Non so per quali motivi, la provvidenza ha voluto che, nel 2004, san Giovanni Paolo II mi nominasse consultrice del Pontificio consiglio dei migranti. Poi, nel 2012, papa Benedetto mi ha nominato consultrice del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione e questo mi ha permesso di entrare un po’ di più nel cuore della Chiesa. Anche con papa Francesco è nata una comunione personale molto bella e l’ho sentito davvero come un padre, anche in tanti momenti difficili. Sentire la paternità e il sostegno concreto dei pontefici, è stato molto importante, anche perché, quando si entra in questi “ospedali da campo”, ci si può anche sentire molto soli.

di Luca Marcolivio

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22 settembre 2019

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