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Alla ricerca di uno spazio di pace

· Durante l’Angelus a Castel Gandolfo il Papa parla del suo prossimo viaggio in Libano ·

E in un messaggio all’incontro di Sarajevo fa appello al dialogo tra credenti e non credenti come antidoto alla violenza

Una domenica nel segno della pace. È il senso che ha avuto la giornata di ieri, 9 settembre, nelle parole e nelle intenzioni del Papa. Un’anticipazione, in un certo senso, di quello che sarà l’ormai prossimo viaggio internazionale che Benedetto XVI  compirà, a partire da venerdì prossimo, 14 settembre, in Libano, ma simbolicamente aperto a tutta la regione mediorientale. E proprio di quella terra il Papa ha parlato ai fedeli riuniti a Castel Gandolfo per il consueto appuntamento della recita dell’Angelus. Ha ricordato il dramma delle sofferenze causate alle popolazioni da anni e anni di guerre  e ha manifestato la sua intenzione di recarsi tra loro per aiutarle a non rassegnarsi alla violenza e all’espandersi delle tensioni, ma a cercare le vie del dialogo e della coesistenza per creare un futuro di pace. Appello non a caso ripetuto nel messaggio, a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, inviato ai partecipanti all’incontro internazionale per la pace organizzato a Sarajevo dalla comunità di Sant’Egidio. Un collegamento opportuno tra due realtà, il Libano e la Bosnia ed Erzegovina, entrambi Paesi multietnici e multiculturali per definizione, che hanno conosciuto il dramma della violenza della guerra e che ora, in modi forse diversi,  stanno mostrando, o comunque intendono testimoniare al mondo, che è possibile trovare la strada della convivenza pacifica nel dialogo e nella ricerca della verità. «Vivere insieme è il futuro» si legge nel messaggio. Un auspicio al quale fa eco  l’effatà («apriti») del Vangelo domenicale risuonato, a Castel Gandolfo durante  l’Angelus, come un invito a uscire dall’isolamento e a mettersi in relazione con Dio e con tutti gli uomini. Il Papa è convinto che il dialogo sia l’unica strada per raggiungere la pace e la riconciliazione nella martoriata regione mediorientale. Un dialogo affidato alla responsabilità «di tutte le parti implicate» che coinvolga «la comunità internazionale, sempre più cosciente dell’importanza per il mondo intero  di una pace stabile e durevole in tutta la regione».

La traduzione in arabo delle parole sul viaggio in Libano pronunciate dal Papa all'Angelus


Il saluto del Papa

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19 settembre 2019

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