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Sfida per il futuro del Brasile

· Il ballottaggio tra Dilma Rousseff e Aécio Neves ·

Una popolarità enorme nel nord-est siccitoso e nelle favelas delle grandi metropoli; scarsissimo gradimento nel ricco sud agricolo e nei centri economici-finanziari. Nella distribuzione geografica dell’elettorato, Dilma Rousseff condivide lo stesso destino di Lula, suo mentore e predecessore alla presidenza del Brasile. E questa divisione sarà con ogni probabilità ancora una volta decisiva domani, domenica, quando il turno di ballottaggio dovrà stabilire se la presidente, membro storico del partito dei lavoratori, sarà chiamata a trascorrere altri quattro anni al Planalto o se il suo posto verrà preso dall’esponente del partito socialdemocratico, Aécio Neves.

Per Rousseff voteranno in blocco i milioni di brasiliani sottratti alla povertà grazie ai programmi sociali avviati sotto la presidenza Lula e che hanno tra l’altro consentito la nascita, se non proprio di una nuova classe media, di una nuova fascia di popolazione aperta ai consumi e quindi destinata a influire positivamente sul ciclo economico. Dalla parte di Neves si schiererà in massa la forza produttiva che accusa il Governo federale di eccessiva pressione fiscale, oltre alla vera media borghesia, stanca di essere relegata ai margini della vita politica che conta.I sondaggi delle ultime ore danno la presidente uscente in crescente vantaggio. Entrambi gli schieramenti concordano sulla necessità di una svolta sostanziale rispetto agli ultimi tempi segnati da una crescita asfittica. Resta solo da vedere se domani prevarranno gli umori dell’assolato sertão o delle convulse metropoli.

di Giuseppe Fiorentino

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26 marzo 2019

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