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Alla ricerca di una strategia comune sulla Siria

· Nuovo colloquio tra Kerry e Lavrov ·

Nuovo faccia a faccia, oggi a New York, tra il segretario di stato americano, John Kerry, e il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, nel tentativo di trovare una strategia comune sulla Siria. Compito difficile, soprattutto dopo le tensioni degli ultimi giorni tra Washington e Mosca.

Secondo quanto riferito dal Cremlino, Kerry e Lavrov si sono prima sentiti per telefono «per iniziativa degli americani», e poi si sono incontrati «per continuare a discutere il problema di una risoluzione» del conflitto. Ieri, nel corso di una riunione del consiglio di sicurezza, Kerry ha detto che «finché tutti gli aerei non resteranno a terra, sarà impossibile arrivare a una vera tregua sul campo e dare via libera all’assistenza umanitaria». L’ultima proposta statunitense, dunque, è quella di creare una «no fly zone in alcune aree chiave della Siria», un’idea, peraltro, già più volte bocciata in passato dall’amministrazione Obama. Come detto, il dialogo con Mosca si sta facendo sempre più difficile. I russi accusano gli americani di aver violato la tregua del 12 settembre, attaccando sabato 17 un avamposto dell’esercito di Assad, uccidendo trenta soldati siriani. «Occorre un’indagine seria e imparziale» ha detto Lavrov al consiglio di sicurezza. «Sembra che Mosca sia su un universo parallelo» ha risposto irritato Kerry. «Sì, la coalizione ha colpito sabato, ma è stato un terribile incidente, lo abbiamo riconosciuto immediatamente. Ma qualcuno crede davvero che il convoglio di aiuti abbia preso fuoco da solo?». Una battuta con la quale il segretario di stato ha fatto riferimento all’altro bombardamento, quello che lunedì 19 ha distrutto 31 camion della Croce rossa e delle Nazioni Unite. Il Pentagono ha subito indicato la responsabilità di Mosca, che invece nega ogni addebito e anzi ribalta l’accusa su Washington. E intanto, oggi il presidente russo, Vladimir Putin, ha avuto un colloquio con il capo dello stato turco, Recep Tayyip Erdoğan. La conversazione — riporta una nota del Cremlino — è avvenuta su iniziativa di Erdoğan, che «si è congratulato con Putin» per la vittoria nelle recenti elezioni politiche.

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19 marzo 2019

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