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Alla ricerca di una strategia comune

· Incontro tecnico tra Italia e Ue sull’emergenza migratoria ·

«Se finisse Mare Nostrum sarebbe un’ecatombe. Il mare non è una strada, dove se il pulmino ha fatto salire troppe persone si accosta ai lati e le fa scendere. In mare se scendi sei morto». Non lasciano spazio all’interpretazione le parole pronunciate dall’ammiraglio italiano, Giovanni Pettorino, in un colloquio pubblicato oggi sul quotidiano «Il Fatto». Parole pesanti, che mettono in risalto non soltanto tutta la gravità della situazione attuale, bensì l’urgenza di strategie condivise ed efficaci.

Ed è proprio allo studio di tali strategie che è dedicato l’incontro tecnico, oggi a Roma, nella sede della polizia dell’immigrazione e delle frontiere, tra i rappresentanti italiani e quelli della Commissione Ue. È noto che i rapporti tra Roma e Bruxelles su questo terreno non sono facili e che numerose polemiche hanno segnato le scorse settimane. Più volte il Governo italiano ha chiesto un maggiore coinvolgimento delle istituzioni europee, senza tuttavia mai ricevere risposte adeguate. Bruxelles ha bocciato con forza la proposta italiana di un rafforzamento di Mare Nostrum tramite Frontex (l’agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Ue con sede a Varsavia). Ciò nonostante nessun piano alternativo di sostegno agli sforzi italiani è stato predisposto o anche solo ipotizzato: anche su questo punto la nuova Commissione Ue di Jean-Claude Juncker, che sarà presentata nel summit dei capi di Stato e di Governo dei Paesi europei nel fine settimana, sarà chiamata ad assumere posizioni più chiare e incisive. 

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21 maggio 2019

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