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Alla ricerca di una soluzione politica per la Siria

· Tutto pronto per il vertice ad Astana ·

«Il Kazakhstan è disponibile ad accogliere tutte le parti coinvolte nei negoziati per risolvere la crisi siriana». Questo il messaggio espresso ieri dal presidente kazako, Nursultan Nazarbayev, in un colloquio con il capo di stato russo Putin. I due leader si sono incontrati a San Pietroburgo per definire i dettagli del vertice che si terrà ad Astana, in Kazakhstan, tra Russia, Turchia e Iran, al quale dovrebbe prendere parte anche l’opposizione siriana. 

Il presidente kazaco Nazarbayev insieme a Putin a San Pietroburgo (Ap)

Anche se non è stata fissata una data, sembra ormai certa la volontà dei tre paesi di rilanciare il dialogo internazionale sul conflitto in corso e cercare una soluzione politica.A dimostrarlo è stata anche la conversazione telefonica, ieri, tra i ministri degli esteri di Russia e Turchia nella quale è stato deciso di fare nuovamente pressione sul governo siriano per ottenere al più presto un cessate il fuoco generale. Durante la conversazione è stato raggiunto un accordo sulla necessità di «fissare regole» per mettere fine alle azioni militari e separare i gruppi di ribelli legati all’opposizione moderata dai jihadisti e dal cosiddetto stato islamico (Is). L’importanza di una soluzione negoziata per la crisi siriana è stata ribadita dal cardinale Pietro Parolin, segretario di stato, in un’intervista a Sky Tg24. «Abbiamo sempre parlato di una soluzione negoziata. Una soluzione militare, anche se fosse risolutiva in tempi brevi, certamente non potrebbe assicurare un futuro di serenità e di pace alla Siria» ha dichiarato Parolin. È necessario — ha aggiunto — «aiutare a ricostruire quella convivenza, che ha sempre caratterizzato il paese, tra le varie etnie, gruppi sociali e religioni. Bisogna trovare il coraggio e la determinazione di mettersi attorno a un tavolo, riaprire quel tavolo che era già stato aperto a Ginevra, non so se nello stesso format o in format diversi». Intanto, sul terreno le violenze non conoscono tregua. Una fossa comune con 21 cadaveri è stata scoperta ad Aleppo nella parte della città controllata fino a pochi giorni fa dai ribelli anti-Assad. Lo riporta l’agenzia di stampa ufficiale Sana. «I civili sono stati uccisi dai gruppi terroristici all’uscita dei quartieri Est della città di Aleppo» l’agenzia. Il responsabile del dipartimento di medicina legale, Zaher Hajjo, ha affermato che tra le vittime ci sono anche cinque bambini e cinque donne.

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26 maggio 2019

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