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Alla ricerca
di una soluzione politica

· Mentre non si ferma la battaglia ad Aleppo ·

La rottura sulla Siria tra Russia e Stati Uniti sembra totale ma la diplomazia internazionale è impegnata a cercare una via d’uscita allo stallo, che continua solo a causare vittime tra i civili in particolare ad Aleppo. Sul conflitto siriano «stiamo cercando di mettere assieme i pezzi di un processo politico che crediamo sia l’unica strada per andare avanti. 

Ragazzi tra le rovine di palazzi distrutti ad Aleppo (Reuters)

Crediamo fortemente che non ci sia una soluzione militare alla guerra, ed è per questo che lavoriamo molto con i partner, a partire dall’inviato speciale dell’Onu Staffan de Mistura, per rimettere questo processo sui binari». Così l’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell’Ue, Federica Mogherini, arrivando alla conferenza sull’Afghanistan a Bruxelles. «Della situazione ad Aleppo abbiamo discusso ieri e penso che continueremo oggi». Il segretario di stato americano, John Kerry, che lunedì aveva formalmente annunciato l’interruzione dei contatti con i russi, ieri è tornato ad aprire uno spiraglio sostenendo che gli Stati Uniti non hanno gettato la spugna nella «ricerca della pace». Al Cremlino auspicano intanto che «la saggezza politica» prevalga a Washington, ha dichiarato ieri sera il portavoce, Dmitry Peskov. Alle Nazioni Unite, Francia e Spagna provano a definire un’intesa per una tregua ad Aleppo con una bozza di risoluzione sotto l’egida dell’Onu, che dovrà monitorare la fine di ogni combattimento e lo stop ai voli degli aerei da guerra sulla seconda città siriana. Nel frattempo, ad Aleppo i soldati di Bashar Al Assad stanno avanzando. Conquistano un palazzo alla volta strappandoli al controllo delle forze ribelli e procedono nella strada per conquistare i quartieri orientali della città. In particolare il cuore degli scontri si concentra sul quartiere di Suleiman Al Halabi e verso nord in direzione di Bustan Al Basha.

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22 maggio 2019

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