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Alla ricerca di una soluzione diplomatica

· ​Nuovo voto all’Assemblea generale dell’Onu su un cessate il fuoco in Siria ·

Damasco, 9. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite torna oggi a riunirsi per cercare una soluzione alla crisi siriana. I rappresentanti dei 193 paesi membri sono chiamati a votare su un progetto di risoluzione che prevede un cessate il fuoco immediato per garantire l’accesso dei convogli umanitari. La sessione — dicono gli analisti — sarà molto probabilmente un nuovo momento di altissima tensione, con Cina e Russia pronte a fare resistenza sul testo. 

Civili in fuga dai combattimenti ad Aleppo (Afp)

Pochi giorni fa, al Consiglio di sicurezza, Mosca e Pechino avevano posto il veto su una risoluzione molto simile. Ieri l’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura, ha espresso ottimismo: «Credo che ora sia il momento giusto per guardare veramente e seriamente alla possibile ripresa di discussioni politiche». E poi ha aggiunto: «Ci saranno colloqui sabato tra Stati Uniti e Russia». De Mistura è a New York per incontrare il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump. Perplessità è stata invece mostrata dal ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, che ha chiesto a de Mistura di «smettere di sabotare le trattative». Intanto, in un’intervista apparsa sul quotidiano «Al Watan», il presidente Assad ha affermato che «l’operazione ad Aleppo sarà una vittoria» ma questo «non significa la fine della guerra in Siria». Il leader siriano ha aggiunto che «la guerra non finirà fino a quando il terrorismo non sarà eliminato». Tuttavia, Assad ha anche spiegato che la sconfitta dei ribelli e dei qaedisti nella città nel nord del paese «significa una trasformazione totale del corso del conflitto». Sul piano militare, la situazione è ancora molto confusa, soprattutto ad Aleppo. Le forze armate russe hanno annunciato ieri mattina lo stop dei bombardamenti sui quartieri orientali di Aleppo, ancora segnati dai combattimenti tra governativi e ribelli,ma questa mattina diverse fonti hanno denunciato una ripresa dei raid. In questo quadro, una nota positiva è stata l’evacuazione dalla città vecchia di Aleppo, ieri, di 118 disabili e altri trenta civili bisognosi di assistenza: si trovavano in una struttura che era rimasta a lungo isolata a causa dei combattimenti. Jan Egeland, responsabile dell’Onu per le operazioni umanitarie in Siria, ha tuttavia fatto presente che «gli sforzi per evacuare centinaia di feriti sono stati bloccati dopo un attacco a un ospedale militare russo nella parte ovest di Aleppo». Egeland ha aggiunto poi che il governo siriano ha autorizzato per la prima volta l’accesso di aiuti umanitari delle Nazioni Unite per la popolazione civile nei quartieri ancora assediati di Aleppo est, ma non ha fornito «dettagli su come e quando tali aiuti dovrebbero arrivare». 

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