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Alla ricerca
di nuove vie di solidarietà

· Con un messaggio del Papa aperti i lavori della plenaria del Ccee ·

Patrick Herzig «Solidarity»

«Trovare sempre nuove vie per realizzare una generosa e responsabile solidarietà, individuando percorsi di fraterna collaborazione pastorale, nel solco dei valori spirituali, che hanno forgiato il pensiero, l’arte e la cultura dell’Europa». È l’incoraggiamento che Papa Francesco ha rivolto ai partecipanti all’assemblea plenaria del Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee) che dal 13 settembre e fino al 16 sono riuniti a Poznań, in Polonia. Al centro dei lavori c’è il tema della solidarietà declinato nelle sue varie sfaccettature. Nel messaggio, a firma del segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, il Pontefice auspica che l’assemblea del Ccee «contribuisca a rinsaldare i vincoli di comunicazione tra i vescovi europei, imprimendo ulteriore impulso alla missione della Chiesa, specialmente in favore dei giovani, aiutandoli a riscoprire il fondamentale apporto della fede all’unità del continente europeo».

La prima sessione dei lavori, incentrata sul tema «Europa: la solidarietà nella formazione delle coscienze e della società», è stata introdotta dal presidente, cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, che a nome dei presuli europei ha in primo luogo espresso vicinanza spirituale a Papa Francesco: «Assicuriamo la nostra costante preghiera per la sua persona e il suo universale ministero sulla cattedra di Pietro». Concetti incisivamente ripresi nella mattina del 14 settembre anche dal cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, che con forza ha rinnovato le espressioni di solidarietà al Pontefice di fronte all’«opposizione frontale che si è alzata contro di lui di recente, dall’interno stesso della Chiesa», riaffermando al Papa «adesione di fede e lealtà convinta, per salvaguardare l’autentica comunione ecclesiale».

Entrando nel vivo dei lavori, nel corso dei quali lo slovacco don Martin Michalíček è stato eletto segretario generale, il cardinale Ouellet ha poi sottolineato come oggi «l’Europa deve fare i conti con le sfide dell’indifferenza religiosa, del relativismo, dell’immigrazione e del terrorismo, dell’erosione della famiglia e della cultura digitale emergente, che incide potentemente sull’educazione della gioventù. Più che mai occorre solidarietà, creatività e fedeltà nello Spirito del Signore, per testimoniare insieme il Cristo risorto e trasmettere alle nuove generazioni la fiamma della fede, la luce della speranza, la fiducia nei giovani, nonché la generosità del volontariato».

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26 settembre 2018

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