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Alla prova
della contemporaneità

«Jésus», così suona in francese il nome di Gesù. Poche lettere cambiano il suono, ma la realtà rimane la stessa. O così almeno sembra nella laica (oltre che maestra di laicismo) Francia, alle prese con un secolarismo anti-religioso e una continua provocazione proveniente da area musulmana. Una coesistenza questa proclamata dagli attori della politica e, spesso, anche dai rappresentanti religiosi, ma che non sempre trova fondamento nella conoscenza vera e autentica della differenza religiosa, del fondamento dottrinale o scritturistico.

Marc Chagall, «Crocifissione gialla» (1942)

Il desiderio diffuso sembrerebbe essere quello di conoscere davvero quel che ogni tradizione dice, senza lasciare questa conoscenza al puro caso o al sentimento un po’ buonista che riassume tutte le confessioni (specie i monoteismi cosiddetti abramitici) in un unico sentimento religioso.
L’introduzione dell’editore Jean Mouttapa al volume Jésus. L’Encyclopédie (Paris, 2017, pagine 848, euro 49) — coordinato da Christine Pedotti sotto la direzione di Joseph Doré, e proposto da Albin Michel, casa editrice non religiosa — è un mirabile manifesto in difesa di una conoscenza della figura di Gesù che sia al contempo scientifica e teologica. L’opera merita di essere segnalata per molte ragioni, tra cui quella di trovarsi (come accennato) in un programma editoriale che non premia le opere a carattere religioso e di essere stata curata da uno dei teologi francesi più influenti di questi decenni, monsignor Doré, vescovo emerito dell’arcidiocesi di Strasburgo, che — tra le altre cose — ha fondato e diretto a lungo «Jésus et Jésus-Christ» presso le Éditions Desclée de Brouwer.
Questa volta Doré dirige un’opera di alta divulgazione che introduce alle dimensioni storiche, letterarie, esegetiche e teologiche di Cristo. Non viene interrogato solo il Gesù del Vangelo — quello di Matteo è preso a guida — ma anche il Gesù di scrittori, di atei e di appartenenti ad altre religioni. Anche se talvolta manca un approfondito quadro teologico, il risultato è un panorama assai interessante: si tratta infatti dell’enciclopedia che si vorrebbe vedere nelle case di tutti i francesi per colmare la poca informazione su una figura tanto importante nella cultura di questo paese.
Che qualcosa stia accadendo intorno alla figura di Gesù lo conferma il fatto che siano da poco uscite altre interessanti opere su di lui. È il caso, ad esempio, del Jésus. Dictionnaire historique des évangiles (Paris, Omnibus, 2017, pagine 292, euro 30) di Marie-Françoise Baslez, ricercatrice che ha già proposto studi approfonditi sul cristianesimo antico, opera che, senza risultare troppo ostica per il lettore, introduce alla conoscenza storico-critica dell’ambiente sociale di Gesù.
L’esegeta protestante Daniel Marguerat ha invece curato, per la casa editrice cattolica Bayard, il volume Jésus, une encyclopédie contemporaine (Paris, 2017, pagine 528, euro 45), che tenta di mettere in luce Gesù riletto dalla contemporaneità senza però dimenticarne i fondamenti scritturistici. E ancora, possiamo ricordare la raccolta di studi Jésus de Nazareth. Etudes contemporaines , curati da Andreas Dettwiller (Ginevra, Labors et Fides, 2017, pagine 304, chf 29) che rileggono l’esperienza di Gesù alla luce di tutti gli apporti della scienza moderna.
Dinnanzi a una lista che potrebbe continuare con lavori monografici a opera di un solo autore, viene da chiedersi se, in generale, si tratti di un rinnovo della cosiddetta cristologia attraverso una domanda di informazione più diffusa o, semplicemente, della scelta di dare alle stampe il risultato di decenni di approfondimenti, come se fossero uno dei tanti prodotti della scienza. Se è probabile che sia la seconda ipotesi a essere giusta, restano comunque molti segnali positivi.

Gesù coglie ancora nel segno interessando le folle, che si tratti di studiosi o di uomini e donne in cerca della fede. Gesù interroga e continuerà a interrogare per secoli e fino alla fine dei tempi tutte le generazioni perché unisce l’umanità con la divinità, perché la divinità non rimane una pura categoria di storia delle religioni, ma scende nell’arena dell’esistenza concreta di ogni tempo. È ancora una volta il tocco di Gesù che penetra ogni interstizio dell’universo, anche quello della riflessione, del pensiero e della scienza.

di Alberto Fabio Ambrosio

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22 marzo 2019

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