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Alla fame
un quarto dei sudsudanesi

· Allarme delle agenzie dell’Onu per la carestia ·

Sono alla fame un quarto degli abitanti del Sud Sudan che ancora non riesce a uscire davvero, nonostante la firma di diversi accordi di pace, dalla guerra civile scoppiata a fine 2013 tra le forze fedeli al presidente Salva Kiir Mayardit e i ribelli guidati dal suo ex vice Rijek Machar.

Ragazzi sudsudanesi profughi in una base dell’Onu dopo la morte dei genitori (Ap)

Un allarme lanciato ieri da tre agenzie delle Nazioni Unite denuncia livelli d’insicurezza alimentare senza precedenti nel Paese, con quasi tre milioni di persone nel bisogno urgente di assistenza e almeno quarantamila a rischio imminente di morte per fame. In una nota congiunta, l’organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), il fondo per l’infanzia (Unicef), e il Programma alimentare mondiale (Pam) dell’Onu sottolineano che «questi dati sono particolarmente preoccupanti perché mostrano un aumento della denutrizione proprio nel periodo post-raccolto, un momento in cui il Paese dovrebbe avere più cibo a disposizione». Secondo Fao, Unicef e Pam, «il numero delle persone che soffrono la fame raggiungerà il picco durante la prossima stagione magra — tra aprile e luglio — quando la disponibilità di cibo è al minimo». Particolarmente grave è la situazione nello Stato sudsudanese di Unity, dove «gli sfollati a causa del conflitto che sinora si sono cibati di pesce e di ninfee per sopravvivere, stanno esaurendo le loro poche fonti di cibo, via via che le inondazioni recedono», specifica la nota.

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