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Alice delle meraviglie

· A Munro il Nobel per la Letteratura ·

«Anch’io so farmi durare tanto il poco», dice uno dei personaggi che popolano Le lune di Giove , libro che Alice Munro pubblicò nel lontano 1982. Per noi questa frase è il perfetto e involontario biglietto da visita con cui la scrittrice canadese presenta la sua poetica.

Perchè Alice Munro, classe 1931, dimostra da decenni un talento smisurato verso quella che è indubbiamente una delle imprese più difficili per chi fa letteratura: scrivere racconti. Racconti completi, profondi, semplicemente meravigliosi. Ed è proprio per il suo essere «maestra delle storie brevi contemporanee» che gli accademici di Stoccolma le hanno attributo il Nobel per la letteratura di questo 2013.

L'enorme capacità di scrittura — nel suo inconfondibile inglese, essenziale e poetico, in cui non una parola risulta messa mai a caso — si unisce nelle sue storie al dono di uno sguardo acuto e indagatore. Il risultato è l'inconfondibile capacità di questa donna di arrivare al nocciolo delle storie e delle vite. Con un’attenzione travolgente, con una grande delicatezza, spia di una solida intelligenza.

Nata a Wingham, in Ontario, ottantadue anni fa, Alice Munro cominciò a scrivere durante l'adolescenza, anche se solo a trentasette anni riuscì a pubblicare la sua prima raccolta di racconti, La danza delle ombre felici , incontrando subito il favore della critica. In quello stesso anno (1968) ottenne quindi il Governor General's Award, il principale premio letterario canadese (che vincerà poi per altre due volte). Sebbene la maggior parte delle sue storie sia ambientata nelle piccole cittadine dell’Ontario sudoccidentale, Murno è capace di cogliere temi, stati d'animo e sfumature con una autentica patina di universalità. Madri, figlie, amanti, padri, amiche, sorelle e fratelli; adolescenza e vecchiaia; amori che nascono, esplodono, bruciano, amori che a volte finiscono e a volte sopravvivono; speranze lavorative, lutti, sogni, malattia, solitudine e gioia, gravidanza e aborti (il grido disperato e brutale de Il sogno di mia madre ha segnato una delle pagine più significative della letteratura alle prese con il racconto di un’interruzione di gravidanza). Forse tra tutte le storie, il capolavoro assoluto di Alice Munro è The Bear Came over the Mountain , uno dei primi casi in cui la letteratura si è cimentata con la malattia di Alzheimer. E con i temi di identità, perdita e amore che essa solleva.

Lo scorso luglio, Alice Munro ha pubblicamente annunciato di non voler più scrivere. «Era il lavoro a riempire le loro vite», scrisse qualche anno fa in un racconto. Speriamo che la penna di questa donna voglia ancora riempire le nostre.

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15 settembre 2019

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