Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Vasta solidarietà per Alfie

· Convocata dal giudice britannico una nuova udienza sul caso del bimbo malato ·

«Commosso per le preghiere e la vasta solidarietà in favore del piccolo Alfie Evans, rinnovo il mio appello perché venga ascoltata la sofferenza dei suoi genitori e venga esaudito il loro desiderio di tentare nuove possibilità di trattamento». Si è espresso in questi termini Papa Francesco, in un tweet pubblicato ieri su @Pontifex, lanciando un nuovo appello per salvare la vita di Alfie, il bimbo di quasi due anni ricoverato a Liverpool per una malattia neurodegenerativa non conosciuta, per il quale i medici hanno stabilito la sospensione delle cure.

Questa mattina si è registrata una svolta inattesa. Il giudice d’appello britannico Anthony Hayden, che proprio ieri aveva respinto il nuovo ricorso dei genitori del piccolo, ha deciso di fissare una nuova udienza sul caso. L’udienza è convocata a Manchester per oggi alle 15.30 locali (ora locale), come ha annunciato una portavoce. Saranno presenti i rappresentanti legali di tutte le parti, inclusa la famiglia e l’ospedale di Liverpool. Dopo il parere dei giudici e la decisione della Corte europea dei diritti umani, Alfie era stato staccato dalle macchine ieri sera contro il volere dei genitori. Tuttavia, nella notte il piccolo ha dimostrato una grande capacità di resistenza, riuscendo a respirare per ben nove ore senza l’ausilio dei macchinari. I medici, stupiti, hanno quindi deciso di riprendere la somministrazione di ossigeno e acqua. «Va ancora avanti e resiste come può, ma avremo bisogno che riceva assistenza» ha spiegato il padre, Tom Evans. Ad Alfie è stato assicurato l’ossigeno e l’acqua» ha scritto su internet la madre, Kate James. «È sorprendente. Non importa cosa accadrà, ha già dimostrato che i medici si sbagliano». Tom e Kate desiderano portare Alfie a Roma presso l’ospedale Bambino Gesù per sottoporlo almeno a cure palliative e tenerlo in vita il più possibile.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 gennaio 2019

NOTIZIE CORRELATE