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Aleppo ultimo atto

· Volge al termine la battaglia dopo che le truppe governative hanno annunciato la riconquista di importanti quartieri della città ·

Sono quasi diecimila i civili siriani fuggiti dai quartieri orientali di Aleppo nelle ultime 48 ore. Di questi — riferiscono fonti di stampa — «almeno 6000 si sono diretti verso le zone controllate dai peshmerga curdi a Sheikh Maksoud, gli altri verso i governativi». 

Le truppe del presidente Assad, supportate dai caccia russi, stanno guadagnando terreno. Le ultime notizie diffuse questa mattina dalle agenzie dicono che i governativi hanno sottratto diverse importanti aree della città al controllo degli insorti. La battaglia sembra dunque volgere al suo termine. L’agenzia Sana afferma che le forze di Damasco sono entrate nei quartieri di Sakhur e Haydariya, riuscendo così a tagliare quasi in due la zona orientale della città e a estendere il controllo su gran parte della zona settentrionale di quest’area. L’Aleppo Media Center, una piattaforma di giornalisti presenti nella zona orientale e vicini alle opposizioni, afferma invece che sono ancora in corso combattimenti dentro e fuori Sakhur. È impossibile verificare in maniera indipendente le fonti sul terreno. Le violenze continuano ad aumentare in tutta la Siria e la situazione umanitaria resta drammatica. Almeno due milioni di persone, nell’area di Aleppo, sono intrappolate nei combattimenti e non ricevono aiuti da giorni. I camion delle Nazioni Unite riescono a passare solo a intermittenza a causa delle precarie condizioni di sicurezza. A questo si aggiunge, ovviamente, lo stallo completo in cui versa al momento l’azione diplomatica. Il numero di bambini che vivono sotto assedio è raddoppiato in meno di un anno. Quasi 500.000 minori ora vivono in sedici aree assediate in tutto il paese, quasi completamente tagliati fuori dagli aiuti umanitari e dai servizi di base. Alcune comunità hanno ricevuto poco o nessun aiuto in quasi due anni. Nella sola Aleppo orientale, l’Unicef stima che 100.000 bambini vivano sotto assedio. In assenza di spazi sicuri, i bambini utilizzano parchi giochi seminterrati, scuole e ospedali per continuare a giocare, imparare e, se necessario, in cerca di cure mediche. In una zona assediata, un gruppo di volontari ha costruito un parco giochi collegando una serie di scantinati.

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18 marzo 2019

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