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Aleppo riparte

«Ci sono le case da riparare, le chiese e le moschee da rifare, ma a dover essere ricostruita è soprattutto la persona». Così padre Ibrahim Alsabagh, il coraggioso parroco dei cattolici latini di Aleppo che non ha mai lasciato sola la sua gente, condividendo fame e paura sotto le bombe, ha presentato a Papa Francesco tutta la voglia di ricostruire e di ripartire, insomma di «tornare a vivere» del popolo siriano. Al Pontefice il parroco ha donato il suo libro Viene il mattino. Aleppo, Siria. Riparare la casa, guarire il cuore, pubblicato per le Edizioni Terra Santa.

«Le ferite sono tante» ha affermato padre Ibrahim Alsabagh «e se alcune sono manifeste, a ogni angolo di strada, tante altre sono “nascoste” nei cuori delle persone e nelle relazioni a tutti i livelli della società». Insomma, «la notte di Aleppo non è finita, ma il fuoco della speranza non si è spento sotto la cenere e la morte non avrà l’ultima parola». Il primo impegno, secondo il parroco, è ora quello di «rinsaldare i legami nati in questi anni con tanti amici che hanno pregato per noi e che custodiscono nella preghiera e nell’affetto ogni abitante di Aleppo e della Siria, ormai diventata una drammatica periferia esistenziale».

Sempre nella prospettiva della pace e della comprensione tra musulmani e cristiani, significativo anche il dialogo del Papa con Rula Samain che gli ha presentato il suo volume Fortess of Peace: Jordan’s Interfaith Drive and Model of Existence.

Con particolare affetto Francesco ha accolto tante persone che gli hanno scritto per confidargli le loro storie, ricevendo poi direttamente da lui una lettera autografa con tanto di invito a incontrarlo. Tra loro c’è Valentina, che la neurofibromatosi ha reso cieca e sorda. Ma la ragazza non si piange addosso e non vuole essere compatita, tanto che ha persino scritto un libro, Un volo di follia l’eloquente titolo, sul senso della vita. E per scriverlo ha tracciato le lettere di ogni parola sul palmo della mano degli studenti di un liceo scientifico aretino che hanno risposto all’invito dell’Unitalsi.

Inoltre il Papa ha stretto a sé la mamma di Maria Sole, una ragazzina grossetana morta a novembre per una grave malattia. «I suoi compagni della terza c della scuola media Aristide Gabelli — ha raccontato l’insegnante di religione Concetta Gargiulo — non si capacitavano di questa perdita improvvisa e così hanno scritto al Papa per chiedere “perché?”». Ricevendo, a stretto giro di posta, la sua risposta che li sta aiutando a vivere questa esperienza forte. E i ragazzi della terza c sono venuti in piazza San Pietro, accompagnati anche dal vescovo Rodolfo Cetoloni, con la maglietta di Mary Mouse, il personaggio dei cartoon preferito di Maria Sole.

Un grazie del tutto particolare Papa Francesco lo ha rivolto agli organizzatori e agli atleti del Golden Gala che giovedì sera, allo stadio Olimpico, accoglieranno i poveri e i migranti assistiti dall’Elemosineria apostolica. Con Christian Coleman, la nuova star dei 100 metri capace di battere Usain Bolt, che ha chiesto con insistenza di poter incontrare il Pontefice per confidargli la sua fede cristiana, c’erano anche le atlete statunitensi Kyra Jefferson, Jaide Stepter, Dawn Harper-Nelson. E gli italiani Alessia Trost, Marcell Jacobs e Filippo Tortu. Insieme al presidente della Federazione di atletica Alfio Giomi, il vice presidente Vincenzo Parrinello e il segretario Fabio Pagliara.

E un saluto particolare non ha mancato di rivolgere ai rappresentanti di numerose popolazioni indigene, di tutti i continenti, che aderiscono all’associazione Lo spirito del pianeta. Tra loro anche apache, masai e aborigeni. Infine è stato presentato al Papa il volume Documents pour l’histoire de l’Eglise Georgienne, curato da Rinaldo Marmara ed edito grazie alla fondazione Paul e Simon Zazadze.

Prima di incontrare i pellegrini in piazza San Pietro, il Pontefice aveva benedetto il quadro dedicato a Piergiorgio Frassati su iniziativa dell’associazione Santi Pietro e Paolo. L’opera, realizzata da Simone Berti con Rosa e Gilberto Sandretto, sarà collocata nella sede del gruppo allievi dello storico sodalizio. A presentarla c’erano l’assistente spirituale monsignor Joseph Murphy con il vice assistente monsignor Roberto Lucchini, il presidente Calvino Gasparini e il responsabile degli allievi Stefano Milli.

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24 ottobre 2019

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