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Aleppo est finirà distrutta

· L’allarme di de Mistura che chiede una tregua dei bombardamenti e una ripresa degli aiuti ·

 Situazione sempre più critica in Siria. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce nuovamente oggi, su richiesta della Russia, per cercare una soluzione politica. Ieri l’inviato speciale Staffan de Mistura ha lanciato l’allarme: se i bombardamenti continueranno al ritmo attuale, «Aleppo est sarà totalmente distrutta entro due mesi o due mesi e mezzo, e migliaia di persone saranno morte mentre noi festeggeremo il Natale». 

La morsa dei combattimenti si stringe sempre di più sulla parte orientale di Aleppo, dove i governativi di Assad hanno ormai accerchiato i ribelli e preparano l’attacco finale. Per de Mistura c’è una sola via d’uscita per evitare il peggio: da una parte, i miliziani qaedisti del Fronte Fatah ash Sham (ex Al Nusra), composto da non più di 900 unità, devono lasciare l’area assediata e dirigersi verso Idlib; dall’altra, le forze siriane e russe devono cessare i raid e permettere il loro passaggio e l’arrivo degli aiuti. Secondo de Mistura, ad Aleppo est rimangono circa 8000 ribelli, tra i quali appunto 900 qaedisti. Proprio con la necessità di colpire questi ultimi, la Russia e il governo siriano giustificano la prosecuzione dei raid. L’inviato dell’Onu si è rivolto direttamente a Damasco e a Mosca: «Siete veramente decisi a distruggere la parte orientale dell’antica città di Aleppo per eliminare un migliaio di miliziani di Al Nusra?».

Gli ultimi dati fanno ben capire la portata del dramma di Aleppo. Soltanto nei quartieri orientali della città sono 376 le persone uccise e 1266 quelle ferite nei bombardamenti delle ultime due settimane, secondo Jan Egeland, consigliere di de Mistura per gli affari umanitari. I raid hanno colpito anche ospedali e forni per il pane.

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24 aprile 2018

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