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Aleppo ancora
sotto le bombe

· ​Mentre si inasprisce il confronto diplomatico tra Stati Uniti e Russia ·

In attesa che nel fine settimana ripartano i colloqui tra Mosca e Washington, sono ripresi all’alba di oggi i bombardamenti sui quartieri orientali di Aleppo, quelli controllati dai ribelli. Ancora non si hanno notizie sul numero di morti e feriti.

Nelle ultime ore — secondo quanto riportano fonti di stampa — almeno quattro bambini sono stati uccisi da raffiche di granate lanciate dai ribelli e cadute vicino a una scuola in un quartiere controllato dalle forze governative. Almeno due milioni di persone nell’area di Aleppo sono intrappolate dai combattimenti e necessitano di aiuti umanitari.

«Le immagini che arrivano ogni giorno da Aleppo ci ricordano che ne va della nostra credibilità morale e dobbiamo porre fine a queste morti» ha sottolineato ieri il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, puntando il dito contro il governo di Assad e chi lo sostiene, e assicurando che «una soluzione militare non si troverà». Steinmeier ha incontrato ieri a Roma i suoi colleghi, ovvero il ministro degli Affari esteri italiano, Paolo Gentiloni, e il capo del Quai d’Orsay, Jean Marc Ayrault. «I tre paesi vogliono fare sentire la loro voce contro una situazione inaccettabile» ha detto Gentiloni. Il governo siriano «sembra abbia deciso di eliminare una parte della città di Aleppo», quella orientale in mano ai ribelli. La comunità internazionale aveva «scommesso sulle possibità che Mosca influenzasse positivamente Assad, ma prendiamo atto che non è stato così. Non esiste una soluzione militare». L’attrito diplomatico con il Cremlino ha raggiunto livelli di particolare tensione soprattutto nei giorni scorsi, dopo il veto incrociato al consiglio di sicurezza tra Russia e Francia. Ayrault è tornato ad accusare la controparte russa, affermando che una risoluzione che non contenga lo stop ai raid «è inaccettabile».

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25 marzo 2019

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