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Molte aziende lasciano la Catalogna

· Per il diffondersi dell’incertezza politica nella regione ·

L’ipotesi dell’indipendenza catalana spaventa le grandi aziende della regione, molte delle quali hanno deciso di cambiare sede legale. Decisione già presa dal colosso dell’energia Gas Natural, da quello della farmaceutica Oryzon e dalle assicurazioni di Catalana Occidente. Sulla stessa linea il produttore di vini Freixenet e alcune aziende tessili, di telecomunicazioni e di servizi per le imprese.

Il nuovo quartier generale della banca Sabadell  ad Alicante (Reuters)

Il governo di Madrid ha deciso di facilitare le procedure per il cambiamento di sede. L’esecutivo guidato da Mariano Rajoy ha infatti approvato ieri un decreto secondo cui la decisione potrà essere presa con una sola riunione del consiglio di amministrazione senza passare per il voto dell’assemblea degli azionisti.
L’iniziativa delle imprese catalane segue di poche ore quella di due importanti istituti di credito. Caixa, la prima banca della regione e la terza in Spagna, ha infatti deciso di spostare la sua sede da Barcellona a Valencia. Un altro importante gruppo, Banco Sabadell, ha trasferito la sua sede ad Alicante
La Catalogna è ricca, ma adesso l’ipotesi dell’indipendenza inizia a spaventare. La regione rappresenta sulla carta il venti per cento del prodotto interno lordo spagnolo e gode di una posizione importante sul piano commerciale. Il debito pubblico, tuttavia, è molto elevato e questo avrebbe gravi conseguenze.
«Le tensioni e le incertezze collegate alla situazione catalana potrebbero pesare sulla fiducia e sulle decisioni di investimento» ha dichiarato ieri il capo missione del Fondo monetario internazionale (Fmi) in Spagna, Andrea Schaechter. Nel suo ultimo rapporto sulla Spagna, l’Fmi ha mantenuto le stime di crescita invariate al 3,1 per cento — una delle tendenze più alte in Europa — ma avvertendo dei rischi legati alle tensioni interne.

Sul piano politico vanno registrati ieri gesti distensivi. Il capo dei Mossos d’Esquadra, Josep Lluís Trapero Álvarez, e alcuni rappresentanti di gruppi indipendentisti indagati per sedizione, sono stati rilasciati dal giudice che li ha interrogati. A Barcellona un altro giudice ha deciso di avviare un’inchiesta sulle violenze verificatesi domenica scorsa, durante il referendum.

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