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Album di vetro

· Mostra fotografica sui cristiani d'Oriente all'Institut francais-Centre Saint Louis di Roma ·

Centinaia di fragili lastre di vetro, accuratamente catalogate e riposte al riparo dalla luce e dalla polvere, custodiscono un tesoro inestimabile: giovani seminaristi sorridenti, ritratti da soli o insieme ai loro genitori in costume tradizionale un po’ intimiditi dallo sguardo del fotografo, bambine e bambini seri e compiti nelle loro divise scolastiche, orfani accuratamente calzati e pettinati dalle suore che gli offrono un tetto e due pasti al giorno, madri e padri di famiglia con i figli in braccio, in attesa della benedizione del sacerdote. 

La scuola di Mâdabâ nel 1930

Immagini di un mondo — quello dei cristiani in Giordania, in Libano, in Siria e in Iraq, per secoli vivace, composito e vitale e oggi minacciato e parzialmente già spazzato via dalla violenza della storia — arrivate fino a noi grazie alla pazienza e alla tenacia di generazioni di monaci, sacerdoti, studiosi che si sono avvicendati all’École biblique et archéologique française di Gerusalemme.
Foto sorprendenti, talvolta bizzarre, raramente spontanee — ma in un caso, che abbiamo riportato in pagina, il click del fotografo è arrivato prima delle pose prevedibili e dei sorrisi congelati — sempre commoventi nella loro fresca semplicità, che tappezzano la galleria dell’auditorium dell’Institut français - Centre Saint Louis di Roma.
La mostra «Les Chrétiens d’Orient» fa parte delle iniziative organizzate per festeggiare l’ottavo centenario dell’Ordine dei predicatori ed è stata realizzata grazie al partenariato tra il Centre Saint-Louis e l’École biblique et archéologique française di Gerusalemme, la congregazione dei domenicani e i Pii Stabilimenti della Francia a Roma e a Loreto, e al sostegno dell’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede.
Un’occasione preziosa di memoria, non solo un’eccezionale collezione di reperti archeologici, ci tiene a precisare il domenicano Jean-Michel de Tarragon, responsabile del fondo fotografico antico dell’École biblique et archéologique française presentando l’allestimento, inaugurato il 4 novembre, anche perché «dimentichiamo troppo spesso che il cristianesimo è nato in Oriente e che questa regione ne è la culla. Risale agli apostoli e ci trova le proprie radici. È un cristianesimo orientale che si distingue in tante occasioni dal cristianesimo orientale latino» (Joseph Yacoub, università cattolica di Lione). 

Silvia Guidi

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20 settembre 2019

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