Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Al varco con pochi bagagli

· Cento anni fa nasceva Mario Luzi ·

È stato celebrato da molti articoli e testimonianze il centenario della nascita del poeta Mario Luzi: egli, infatti, ha visto la luce a Firenze il 20 ottobre 1914. 

Tra pochi mesi, il 28 febbraio prossimo, si commemorerà invece il decennio della sua morte, avvenuta sempre a Firenze il 28 febbraio 2005. Vorrei ora rievocare la sua figura, anche in ragione dell’amicizia, attraverso una libera testimonianza, spoglia dall’apparato critico che è stato indossato da molti altri più competenti e capaci di perlustrare un orizzonte testuale tutt’altro che agevole. Lo scrive il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, sottolineando che in lui s’incarnava l’immagine di un altro grande “collega”, Clemente Rebora, per il quale la vera poesia dev’essere distillata come miele «in casta cera». In entrambi, poi, non di rado il cantare poetico si trasfigurava in un invocare orante. In una delle sue «conversazioni sul cristianesimo» con Stefano Verdino raccolte ne La porta del cielo (Piemme, 1997) Luzi confessava che «la preghiera comincia dove finisce la poesia, quando la parola non serve più e occorre un linguaggio altro».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

25 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE