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Al vaglio i contatti del killer

· ​Indagini incrociate tra Italia e Germania sulla fuga dell’attentatore di Berlino ·

Proseguono in Italia e in Germania le indagini per ricostruire movimenti e contatti del terrorista Anis Amri, autore della strage di Berlino. Sono state effettuate perquisizioni ad Aprilia e a Latina, mentre la procura tedesca ha comunicato che il video-testamento di Amri, nel quale l’attentatore rivendicava l’affiliazione al cosiddetto stato islamico (Is), è autentico. Intanto, è stato rimesso in libertà il tunisino quarantenne fermato ieri a Berlino perché ritenuto un presunto fiancheggiatore del killer.

Soldati di pattuglia in via dei Fori Imperiali a Roma (Ansa)

«Sono in corso le indagini su Amri, sulle quali non posso dire nulla per evidenti ragioni, ma posso solo dire che sono in corso indagini importanti» ha spiegato ieri il ministro dell’interno italiano, Marco Minniti, che ha definito «un intervento assolutamente straordinario» quello che ha messo fine alla fuga dell’attentatore, ucciso in una sparatoria da agenti italiani a Sesto San Giovanni. Il ministro ha incontrato i due poliziotti che hanno intercettato l’autore della strage e li ha descritti come «molto motivati». L’operazione «è stata l’espressione del controllo del territorio — ha detto Minniti — il sistema ha funzionato; la punta di lancia è stata la polizia» ma «tutte le forze dell’ordine in campo rendono difficile l’infiltrazione» di soggetti pericolosi in Italia.
«Siamo di fronte a un’altissima imprevedibilità degli attacchi — ha aggiunto — e l’unico modo per evitare queste azioni è il controllo del territorio». In uno scenario complesso e sempre mutevole, nel quale sono tanti i cosiddetti “lupi solitari”, «nel panorama terroristico odierno noi possiamo avere un attacco anche senza che ci sia una centrale che lo ordina». Per questo, sul fronte della sicurezza, in generale, il ministro dell’interno ha spiegato di voler agire tenendo insieme due aspetti, ossia «quello della severità per chi non rispetta le regole e quello dell’integrazione per chi le regole le rispetta».
Il titolare del Viminale ha inoltre illustrato «due progetti pilota di riqualificazione delle aree urbane intorno alle due grandi stazioni d’Italia, quella di Milano e quella di Roma, Termini e la Centrale. La sicurezza non è solo prevenzione e controllo del territorio ma anche vivibilità degli spazi e sviluppo urbano» . Minniti ha partecipato ieri a Milano al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto, Alessandro Marangoni, con il capo della polizia, Franco Gabrielli, e il sindaco Giuseppe Sala. Sul fronte delle indagini, nella vicenda di Amri restano ancora dei punti non chiari. Pare assodato, al momento, che Sesto San Giovanni non fosse una meta scelta a caso dal terrorista. Il tunisino artefice della strage al mercatino di Natale avrebbe avuto in passato contatti nella città. Gli investigatori della Digos hanno effettuato il 26 dicembre una perquisizione (in un luogo non precisato) che ha dato esito negativo.

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16 settembre 2019

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