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Al Sisi riceve Haftar

· Al centro dei colloqui al Cairo la cooperazione comune per uscire dalla crisi libica ·

Scontri ad Ain Zara nei pressi di Tripoli (Reuters)

Il comandante dell’Esercito nazionale libico (Lna), Khalifa Haftar, è stato ricevuto ieri al Cairo dal presidente egiziano Abdel Fatah Al Sisi. Lo comunica in una nota il portavoce della presidenza egiziana Bassam Radi. Il generale Haftar è arrivato alla testa di una delegazione per esaminare la «cooperazione comune» con l’Egitto e per discutere sugli ultimi sviluppi della situazione in Libia e le operazioni militari dell’operazione «Flood of Dignity» iniziata lo scorso 4 aprile per assumere il controllo di Tripoli, dove sono tuttora in corso i combattimenti tra i miliziani dell’Lna e le forze fedeli al Governo di accordo nazionale (Gna) sostenuto dall’Onu.

Al Sisi — riferisce la presidenza egiziana — ha riconfermato ad Haftar che l’Egitto sosterrà gli sforzi compiuti dall’Lna per combattere il terrorismo, i gruppi e le milizie estremiste con l’obiettivo di portare sicurezza e stabilità in Libia. Impegno tra l’altro già espresso il 14 aprile scorso quando Haftar era stato ricevuto al Cairo dieci giorni dopo l’avvio dell’offensiva contro Tripoli lanciata il 4 aprile. Dal canto suo Haftar, prosegue la nota, ha elogiato il ruolo dell’Egitto nel sostegno a tutto il popolo libico e nel contribuire alla lotta contro il terrorismo, nonché l’impegno per giungere ad una soluzione pacifica della crisi nei paesi arabi e per consolidare le istituzioni.

Nel frattempo il primo ministro, Fayez al Sarraj, alla guida del governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale, ha concluso a Londra il suo mini tour in Europa e ha scritto su Twitter che «non ci può essere una soluzione militare, l’impegno per il cessate il fuoco e il ritorno a negoziati politici guidati dalle Nazioni Unite sono l’unico modo di procedere». Gli incontri in Europa di questi giorni di al Sarraj sono finalizzati a mettere a punto una posizione comune dell’Unione europea in vista della riunione dei ministri degli Esteri dei 28 prevista a Bruxelles lunedì prossimo, dalla quale dovrebbe uscire una nuova dichiarazione sulla Libia.

Parallelamente, il ministro dell’Economia del governo di al Sarraj, Ali Abdulaziz Issawi, ha sospeso le attività di quaranta aziende straniere che operano nel paese, tra le quali il gigante petrolifero francese Total, ma anche Thales ed Alcatel-Lucent e la tedesca Siemens. La sospensione è dovuta — afferma il ministro — alla scadenza delle licenze delle società, che ora avranno tre mesi per presentare nuove richieste. La decisione, rivela invece il Guardian, sarebbe arrivata dopo che il presidente francese Emmanuel Macron non ha voluto offrire un supporto esplicito ad al Sarraj, in seguito all’incontro che i due hanno avuto a Parigi.

Finora le cinque settimane di scontri nella periferia di Tripoli sono costate la vita a 443 persone, mentre il numero degli sfollati è salito a sessantamila. Lo confermano i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni. E proprio la crisi umanitaria in Libia è oggi al centro di una riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite voluta dalla Gran Bretagna.

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