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Al Shabaab assale
un’università kenyana

· Morti, feriti e numerosi studenti cristiani in ostaggio dei terroristi ·

Almeno quindici persone, in massima parte studenti, sono state uccise e una sessantina sono state ferite nell’assalto sferrato questa mattina nel campus dell’università di Garissa, nell’est del Kenya. 

Forze di polizia dislocate fuori dall’ateneo attaccato (Ap)

L’attacco è stato rivendicato dalle milizie islamiche di Al Shabaab, che già in passato avevano compiuto violenze nell’area e più in generale in Kenya. Gli assalitori, al momento in cui andiamo in stampa, tengono in ostaggio numerosi studenti, quelli di religione cristiana, dopo averne rilasciati una quindicina di religione islamica. La circostanza conferma una progressiva radicalizzazione in senso fondamentalista di Al Shabaab. Oltre alla Somalia, il Kenya è il loro principale bersaglio da quando il Governo di Nairobi inviò contro il gruppo truppe in territorio somalo, impegnate prima in un’operazione autonoma e poi inquadrate nell’Amisom, la missione dell’Unione africana in Somalia. Proprio le truppe kenyane, la loro marina e la loro aviazione, furono determinanti per scacciare Al Shabaab da Chisimaio, seconda città e secondo porto del Paese che avevano controllato per anni. All’epoca in molti diedero le milizie islamiche per definitivamente sconfitte, ma gli eventi successivi hanno dimostrato come Al Shabaab abbia mantenuto intatta la sua capacità di colpire, sia con azioni militari sia con il ricorso al terrorismo, in patria come fuori dai confini, appunto soprattutto in Kenya. L’attacco all’università di Garissa è stato sferrato questa mattina presto dai miliziani di Al Shabaab — da cinque a dieci stando alle testimonianze degli ostaggi rilasciati — sembra una decina, entrati nella moschea del campus nascondendosi tra i fedeli della preghiera mattutina.

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15 dicembre 2019

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