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Al servizio
di un’umanità nascosta

· Il Papa visita il presidio sanitario in piazza San Pietro ·

Papa Francesco ha attraversato a piedi piazza San Pietro per visitare, nel pomeriggio di venerdì 16 novembre, il “presidio sanitario solidale” allestito a ridosso del colonnato, e abbracciare e incoraggiare così i poveri che, in questa settimana, sono accolti e curati da volontari, medici e infermieri, disponibili per quattordici ore al giorno a garantire visite specialistiche gratuite.

Il presidio che il Pontefice ha voluto personalmente visitare rientra tra le iniziative concrete promosse per la giornata mondiale dei poveri, che si celebra domenica 18. Per l’occasione il Papa presiederà la messa alle 10 nella basilica Vaticana e poi pranzerà con tremila poveri nell’aula Paolo VI..

La visita di venerdì pomeriggio «è una di quelle che sorprese che fa Papa Francesco», ha affermato l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, che ha organizzato la giornata e ha accompagnato il Pontefice al presidio sanitario. «Il Papa è stato accolto da tanti poveri, con diverse difficoltà, che si sono stretti intorno a lui» ha aggiunto.

Arrivato a piedi da Casa Santa Marta alle 16.10, Francesco — che non ha mancato di salutare i pellegrini sorpresi di incrociarlo nel mezzo di piazza San Pietro — ha visitato gli otto ambulatori specialistici. E, ha raccontato l’arcivescovo, «ha salutato tutti, uno per uno, ha ascoltato, ha salutato i volontari e le volontarie. E credo che, ancora una volta, sia un gesto di grande solidarietà e carità cristiana che il Papa ha voluto dare come testimonianza». A tutti gli indigenti assistiti il Pontefice ha lasciato in dono una corona del rosario.

Alla testimonianza dell’arcivescovo fa eco Giustina Betti, uno dei medici che lavora come volontaria al presidio: «Incontrare Francesco è stata un’emozione bellissima: è lui che ci trasmette questo amore per i poveri, questa attenzione per le persone che sono effettivamente bisognose di amore, di affetto, di tutto». Inoltre, aggiunge la donna, il Pontefice ha assicurato che «partecipa con noi e vive insieme a noi questa esperienza» di servizio a «un’umanità nascosta».

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26 febbraio 2020

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