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Il diritto canonico
come strumento del bene

· Nella riforma dei processi di nullità matrimoniale ·

A un anno e mezzo dalla riforma dei processi di nullità matrimoniale promulgata dal Papa esce in Italia un libro di Manuel Jesús Arroba Conde e Claudia Izzi (Pastorale giudiziaria e prassi processuale nelle cause di nullità del matrimonio. Dopo la riforma operata con il Motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2017, pagine 320, euro 35). Rispettivamente preside e vicepreside delle facoltà di diritto canonico e di diritto civile dell’Institutum utriusque iuris della Lateranense, gli autori hanno scritto un’opera molto utile e opportuna.

In effetti, specialmente nella prima parte si percepisce il tentativo di far conoscere ai meno informati del diritto canonico i principali criteri seguiti in una riforma che, come si evince da citazioni e rimandi a loro precedenti scritti, gli autori attendevano da tempo, quando chiedevano maggiori orientamenti per i fedeli nella fase di preparazione della causa (p. 36), una più decisa considerazione del valore probatorio delle dichiarazioni delle parti (pp. 20 e 112), una procedura analoga alla documentale per casi in cui ci sia prima del processo un simile grado di certezza (p. 139), la soppressione dell’obbligo di ottenere due sentenze conformi (pp. 62 e 65).
Si comprende quindi che, una volta arrivata la riforma, essi si siano proposti di diffonderla con la convinzione che, per una sua efficace messa in atto, sia necessario coinvolgere altri responsabili della pastorale ordinaria, chiamati dai recenti sinodi e dall’esortazione Amoris laetitia a ripartire dalla famiglia nell’annuncio del Vangelo, accompagnando le situazioni di fragilità, non escludendo dal necessario discernimento personalizzato quello specifico (e specializzato) che si compie nella revisione giudiziale della propria esperienza coniugale (cfr. Amoris laetitia, 244).

di Maurizio Gronchi
 

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24 maggio 2019

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