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Al servizio
della Chiesa e del dialogo

· Celebrate alla presenza del Papa le esequie del cardinale Jean-Louis Tauran ·

Alla presenza di Papa Francesco, che vi ha partecipato fin dall’inizio restando accanto al feretro, all’altare della cattedra della basilica vaticana si sono svolte nella mattina di giovedì 12 luglio le esequie del cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo inter-religioso e camerlengo di Santa Romana Chiesa. Al termine il Pontefice ha presieduto il rito dell’«ultima commendatio» e della «valedictio». La messa è stata celebrata dal decano del collegio cardinalizio, del quale pubblichiamo l’omelia. Insieme con il porporato hanno concelebrato ventidue cardinali, tra i quali Pietro Parolin, segretario di Stato, e ventitré presuli. Con i membri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, erano l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, e i monsignori Paolo Borgia, assessore della Segreteria di Stato, e Joseph Murphy, capo del Protocollo. Una decina di familiari del cardinale Tauran, tra i quali la nipote Catherine Arnould, sono giunti dalla Francia insieme con il sindaco di Bordeaux, Alain Juppé. Numerosi gli ecclesiastici e i laici che hanno voluto essere presenti: tra quanti collaboravano direttamente con il compianto porporato, l’arcivescovo Gloder, vicecamerlengo, e il vescovo Sciacca, uditore generale della Camera Apostolica, con il collegio dei prelati chierici; il vescovo comboniano Miguel Ángel Ayuso Guixot, segretario del dicastero per il dialogo, con officiali, dipendenti laici — tra cui Luigi Filippi che ha assistito il cardinale presidente fino agli ultimi giorni — ed esponenti delle religioni musulmana, indu, sikh e buddista. Erano presenti inoltre: personale della Biblioteca apostolica e dell’Archivio segreto vaticani, membri dell’Opera di Nazareth, e religiose delle Franciscan Sisters of the Eucharist, che lo avevano ospitato negli Stati Uniti dov’è morto lo scorso 5 luglio. Il cardinale Tauran sarà sepolto nella basilica di Sant’Apollinare alle Terme Neroniane-Alessandrine, di cui era titolare.

Con profonda commozione ci siamo riuniti intorno all’altare del Signore, per dare l’addio al nostro indimenticabile cardinale Jean-Louis Tauran e per affidarlo nelle mani misericordiose del Padre che sta nei cieli.

Oggi siamo qui accorsi numerosi per i diversi vincoli che ci univano a questo compianto pastore, il cui nome vivrà sempre in benedizione in mezzo a noi. Al termine di questa celebrazione eucaristica, il Santo Padre impartirà la benedizione finale alla salma del cardinale, che già era stato da lui ricordato con parole commoventi nel telegramma inviato alla sorella del defunto.

Personalmente conservo pure un grato ricordo di questo confratello dalla fede profonda, che ha servito coraggiosamente fino alla fine la santa Chiesa di Cristo, nonostante il duro peso della sua malattia. Il Signore accolga questo suo servitore fedele nella gloria del Paradiso!

Fratelli e sorelle nel Signore, le letture di questa santa messa esequiale ci hanno ricordato alcuni messaggi caratteristici della Parola di Dio, che possono confortarci in quest’ora di prova. Nella prima lettura è l’apostolo san Giovanni che ci ha illuminato dicendo: «Beati i morti che muoiono nel Signore. Sì — dice lo Spirito — essi riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono» (Apocalisse 14, 13). Nel salmo responsoriale la Chiesa ci ha poi proposto di ripetere la celebre preghiera del De profundis: «Dal profondo a te grido, o Signore, / Signore, ascolta la mia voce. / Siano i tuoi orecchi attenti / alla voce della mia supplica».

Nella seconda lettura san Paolo ci ha poi invitato a non scoraggiarci di fronte alle prove della vita, perché accanto a noi c’è sempre il Signore. «Per questo non ci scoraggiamo — ci dice san Paolo — ma se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore invece si rinnova di giorno in giorno» (2 Corinzi, 4, 16).

Nel Vangelo, infine, Gesù ci ha ricordato quali siano le vere beatitudini del cristiano. È sempre commovente sentirle proclamare nelle nostre chiese: «Beati i poveri di spirito, beati i miti, beati i misericordiosi, beati i puri di cuore, beati gli operatori di pace!». Sono queste beatitudini evangeliche che illuminarono sempre la vita del nostro caro fratello defunto, come stelle luminose sul suo cammino.

Era quindi giusto che noi oggi ci ritrovassimo qui numerosi, per ringraziare il Signore per avercelo dato, ripetendo la nota preghiera: «Signore, non ci lamentiamo perché ce l’hai tolto, piuttosto ti ringraziamo perché ce l’hai dato!».

Personalmente sono stato testimone del suo grande spirito apostolico nei lunghi anni di comune servizio alla Santa Sede e ne conserverò sempre un grato ricordo. È il ricordo di una grande figura di sacerdote, vescovo e cardinale, che dedicò la sua vita al servizio della Chiesa e al dialogo con tutti gli uomini di buona volontà.

In tal modo, il compianto cardinale Jean-Louis Tauran seguì la linea tracciata dal concilio ecumenico Vaticano ii, che nella costituzione Gaudium et Spes sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, ci diceva: «Essendo Dio Padre principio e fine di tutti, siamo tutti chiamati ad essere fratelli. E perciò, chiamati ad una sola ed identica vocazione umana e divina, senza violenza e senza inganno, possiamo e dobbiamo lavorare insieme alla costruzione del mondo nella vera pace» (n. 92). Così il nostro compianto cardinale lavorò.

Che il Signore gli conceda ora il premio eterno!

di Angelo Sodano

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20 settembre 2018

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