Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Al servizio della Chiesa

· ​Messaggio in occasione dei 50 anni della Conferenza episcopale spagnola ·

«Al servizio della Chiesa e del nostro popolo»: s’intitola così il messaggio con il quale i vescovi spagnoli hanno voluto celebrare il cinquantesimo anniversario della Conferenza episcopale (Cee). A conclusione dell’assemblea plenaria, i presuli hanno anche manifestato la loro vicinanza al popolo ecuadoregno colpito dal terremoto e hanno aderito alla colletta per l’Ucraina, indetta da Papa Francesco.

Nel discorso inaugurale dell’assise, il presidente dell’episcopato, il cardinale Ricardo Blázquez Pérez, arcivescovo di Valladolid, ha infatti ricordato le vittime del terremoto che ha colpito il Paese latinoamericano. «Chiediamo al Signore — ha detto il porporato — l’eterno riposo per le centinaia di persone decedute, supplichiamo per la pronta guarigione dei feriti e per le famiglie e per le persone colpite da questa catastrofe». Nelle riflessioni dei presuli ha trovato posto anche la situazione dell’Ucraina, in risposta all’appello di Papa Francesco di realizzare una colletta in tutte le Chiese cattoliche dell’Europa a beneficio della popolazione di questa nazione. Al riguardo l’episcopato spagnolo ha annunciato un contributo di trecentomila euro. In questa iniziativa sono coinvolte tutte le diocesi della Spagna, insieme alle organizzazioni caritatevoli e assistenziali della Chiesa.
Riguardo alla Spagna, il messaggio dei vescovi ricorda che, nell’arco di 50 anni di storia, il Paese ha conosciuto avvenimenti epocali: un cambiamento di regime politico, con l’instaurazione di un sistema democratico costituzionale, lo sviluppo del pluralismo, un maggiore risalto della diversità delle comunità autonome e l’irruzione di correnti di pensiero e di modelli di vita differenti fra loro, alcuni lontani dalla tradizione cristiana. Davanti a queste sfide, i presuli affermano che con «un permanente spirito di servizio essi hanno potuto discernere nella condizione morale della nazione e delle sue istituzioni per mantenere una costante presenza della Chiesa in una società in continua trasformazione». I vescovi hanno ribadito la libertà della Chiesa ad agire nella società secondo la propria identità, «stimolando la presenza dei cattolici nella vita pubblica, la carità politica e la dimensione sociale della fede con l’obiettivo di difendere la giustizia, la vita umana, l’uguaglianza di tutti, il vero matrimonio, la famiglia e il diritto dei genitori nell’educazione dei propri figli».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

15 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE