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Al servizio
 del bene comune

· I vescovi statunitensi su libertà religiosa e contingenza politica ·

Washington, 14. «Il Vangelo serve il bene comune, non le agende politiche». A parlare è l’arcivescovo di Louisville, Joseph Edward Kurtz. Il presidente della Conferenza episcopale statunitense è intervenuto con una dichiarazione dai toni molto fermi che arriva, viene sottolineato, in un «momento importante nella storia della nostra nazione». 

La campagna elettorale per le presidenziali, giunta alle sue battute finali, sta infatti elettrizzando il dibattito pubblico e monsignor Kurtz, a nome dell’intero episcopato, avverte la necessità di invitare a una nuova riflessione sulla libertà religiosa, «uno dei principi fondanti della nostra Repubblica». Si tratta, come si sa, di uno degli argomenti che forse più di altri nel recente passato hanno segnato il rapporto della Chiesa locale con l’amministrazione pubblica. Tuttavia, il presule fa riferimento a notizie su alcuni più recenti tentativi di «interferenza» nella vita interna della Chiesa in vista di «un guadagno politico a breve termine». Eventi «preoccupanti», avverte, sia per il «bene della nostra comunità di fede» che per «il bene del nostro paese».

Mettendo quindi in guardia da ogni tentativo di minare l’«integrità» della fede e il «corretto auto-governo» della comunità religiosa, il presule ricorda che «il Vangelo è offerto a tutte le persone. Per questa ragione, la verità di Cristo non è mai obsoleta o inaccessibile». Insomma, il Vangelo è al servizio del bene comune e non delle contigenze politiche. In questa prospettiva, monsignor Kurtz incoraggia i cattolici, e con loro tutte le persone di buona volontà, «a essere buoni amministratori dei preziosi diritti che abbiamo ereditato come cittadini di questo paese». E, allo stesso tempo, «ci aspettiamo anche che i funzionari pubblici rispettino i diritti delle persone a vivere la loro fede senza interferenze da parte dello Stato», perché «quando le comunità religiose perdono questo diritto, a perdere è l’idea stessa di ciò che significa essere americano». In particolare, il mondo della politica dovrebbe riflettere su quali siano le reali e vere «aspirazioni» dei cittadini. Mentre troppo spesso l’attuale dibattito politico «ha umiliato le donne ed emarginato le persone di fede».

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18 agosto 2019

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