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Al Senato il disegno di legge
sulle unioni civili

· All’indomani del Family Day continua il dibattito tra le forze politiche ·

«Una splendida giornata sia per quantità che per qualità del messaggio, che è stato chiaro e rispettoso». In questi termini si è espresso Massimo Gandolfini, portavoce del movimento che, sabato scorso, è riuscito a raccogliere a Roma tantissime persone, di diversa estrazione religiosa, culturale e politica, per il Family Day. All’indomani della manifestazione, Gandolfini ha espresso la speranza che in futuro non sia più necessario organizzare simili incontri, auspicando che la politica sappia «tenere conto del sentimento degli italiani». E gli italiani — ha sottolineato — «sono quattordici milioni di famiglie».

Nel contesto di un dibattito molto acceso, anche all’interno delle singole formazioni politiche, il disegno di legge sulle unioni civili comincia domani, martedì 2, il suo iter al Senato che dovrà prima di tutto valutare ed esprimersi sulle pregiudiziali di costituzionalità. Se queste saranno bocciate, avrà inizio la discussione generale. Le prime votazioni sono previste dopo una settimana, quando l’assemblea dovrà pronunciarsi sugli emendamenti presentati.

Il disegno di legge approda a Palazzo Madama senza modifiche nelle sue parti più controverse. A cominciare dalla cosiddetta stepchild adoption, il dispositivo che, qualora approvato, consentirebbe al partner di una coppia omosessuale l’adozione del figlio naturale dell’altro partner.

Su tale particolare questione è intervenuto ieri monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, con un lungo articolo su «Il Sole 24 Ore». Il diritto naturale dei figli «ad avere un padre e una madre, non solo nell’atto generativo ma nell’intero processo della loro crescita ed educazione, va rispettato e tutelato in tutti i modi in cui la legge possa farlo» scrive Forte. La stepchild adoption invece «implicherebbe il venir meno di uno dei ruoli fondamentali nella crescita della persona, quello paterno o quello materno, a favore di una genitorialità sessualmente univoca e perciò non equiparabile a quella naturale».

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20 aprile 2019

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