Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Al Sarraj chiude ad Haftar
ma la diplomazia
è al lavoro

· Dopo gli incontri a Roma e a Berlino ·

Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), «non è più un partner nella soluzione politica» della crisi in Libia. A dichiararlo è il capo del governo di accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj, che ieri ha incontrato a Roma il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. Al Sarraj ha espresso «apprezzamento per la posizione dell’Italia nei confronti dell’aggressione» a Tripoli da parte di Haftar e per il «sostegno al processo democratico in Libia». Riferendosi all’offensiva lanciata dall’uomo forte della Cirenaica a inizio aprile contro la capitale, al Sarraj ha ribadito «la determinazione a sconfiggere l’aggressione e porre fine a quel suo progetto (di Haftar, ndr) di militarizzazione dello Stato».

Khalifa Haftar (Ap)

Secondo quanto recita un comunicato diffuso al termine dell’incontro, Conte e al Sarraj hanno parlato anche di altri dossier di interesse comune. «Conte — spiega la nota — ha sottolineato che non esiste una soluzione militare alla crisi libica e la determinazione dell’Italia è di trovare una soluzione politica per rafforzare e sviluppare i rapporti con la Libia». Il capo del governo italiano «ha accolto con favore l’iniziativa del presidente Sarraj che intende organizzare un forum inter-libico che porti a una soluzione inclusiva e concordata dai libici». «Il premier italiano — conclude la nota — ha inoltre elogiato il ruolo attivo del governo Sarraj nella lotta per sradicare il terrorismo, nonché il ruolo della Guardia costiera libica nel contrasto alla migrazione e nel salvataggio dei migranti nonostante l’attuale situazione di crisi nel Paese e tutte le difficoltà».

Le parole di al Sarraj riguardo al suo avversario Haftar non sembrerebbero tuttavia poter alimentare ottimismo quanto al buon esito di negoziati che, pure, la comunità internazionale sta provando a favorire. È di ieri l’iniziativa della Germania di avviare «un processo di consultazioni» sulla crisi libica con l’obbiettivo di organizzare una conferenza internazionale per la quale però non è ancora possibile indicare alcuna data. A darne notizia era stata ieri la portavoce del governo tedesco Ulrike Demmer all’indomani di un incontro fra alti funzionari di diversi paesi svoltosi a Berlino. «Attraverso un costruttivo scambio di idee è stato avviato un processo di consultazioni cui sarà dato seguito nelle prossime settimane», ha detto Demmer. «C’è questo obbiettivo di una conferenza internazionale, ma c’è bisogno dei più intensi preparativi e su questo lavoriamo», ha detto ancora, ribadendo quanto segnalato da Berlino lunedì scorso. «La Germania ha proposto e varato un meccanismo di consultazione» e ieri c’è stato un «primo incontro a livello di senior officials» con «rilevanti partner», ha confermato la portavoce del ministero degli Esteri tedesco, Maria Adebahr. Secondo indiscrezioni — oltre all’Italia, presente con il consigliere diplomatico presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Pietro Benassi — hanno partecipato all’incontro anche rappresentanti di altri paesi protagonisti come Usa, Russia, Egitto, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Nel sottolineare che Berlino si muove "sulla via" indicata dal piano dell’inviato speciale dell’Onu per la Libia Ghassan Salamé, Adebahr ha ribadito che non è chiaro quando potrebbe tenersi la conferenza: «Oggi non voglio indicare alcun orizzonte temporale, alcuna data precisa. Semplicemente sarebbe prematuro annunciarlo».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 febbraio 2020

NOTIZIE CORRELATE