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Al via le zone di sicurezza in Siria

· Grazie all’accordo tra Russia, Turchia e Iran ·

Da mezzanotte è entrato in vigore in Siria l’accordo per la definizione di quattro zone «di allentamento della tensione» deciso dalla Russia con l’approvazione di Turchia e Iran e l’assenso, diretto e indiretto, delle altre potenze internazionali e regionali, tra cui Stati Uniti, Giordania e Arabia Saudita.

Un bambino siriano in un campo profughi vicino Raqqa (Reuters)

Le “zone cuscinetto” sono tutte fuori dal controllo governativo e sono dominate, a vari livelli, da gruppi delle opposizioni armate e da sigle dell’estremismo islamico, tra cui l’ala siriana di Al Qaeda e gruppi affiliati al cosiddetto stato islamico (Is). L’accordo prevede ora la definizione dei confini di queste quattro aree situate tutte lungo l’asse stradale Daraa-Aleppo, quello che da nord a sud divide la Siria costiera dalla Siria orientale.
Da Mosca fanno sapere che in queste aree l’aviazione statunitense e quella della coalizione anti-Is a guida americana non potranno sorvolare. Rassicurata anche l’Onu dal fatto che nell’accordo si parla di «apertura di corridoi umanitari». L’intesa prevede che solo i russi e i militari governativi possano continuare a colpire i qaedisti e i jihadisti, e «tutte le sigle affiliate» come dicono fonti del Cremlino. L’accordo — ha dichiarato il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov — «tiene conto delle proposte che gli Stati Uniti stessi hanno avanzato a inizio anno con l’obiettivo di creare le condizioni per garantire la sicurezza dei civili e fermare le violenze in quelle aree dove hanno avuto luogo i più aspri combattimenti tra le forze governative e l’opposizione armata».

Il Cremlino ha inoltre fatto sapere che intende aprire un canale di dialogo con Washington per prevenire incidenti. «La questione del pieno ritorno della Russia a partecipare al memorandum sulla prevenzione degli incidenti nello spazio aereo siriano sarà discussa nei contatti bilaterali con i colleghi americani nel prossimo futuro» ha dichiarato il capo del dipartimento generale operativo dello stato maggiore russo, generale Serghiei Rudskoi. La linea diretta per prevenire incidenti in Siria tra gli aerei militari russi e quelli della coalizione a guida statunitense era stata sospesa su ordine del presidente Vladimir Putin a inizio aprile dopo l’attacco missilistico americano contro la base aerea siriana di Shayrat, da dove Washington sospetta che siano decollati gli aerei che hanno causato il massacro di Khan Sheikhun con il presunto uso di armi chimiche. Cosa che però Damasco e Mosca negano.

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