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Al via la transizione
in Sudan

· Mentre l’ex presidente Bashir compare davanti ai giudici ·

Dopo la firma ufficiale in Sudan, due giorni fa, della dichiarazione costituzionale che fissa i termini della transizione verso un governo civile, oggi è slittata di 48 ore la cerimonia di formazione del Consiglio sovrano, l’organismo incaricato di guidare il paese proprio nel periodo di transizione. Intanto, questa mattina l'ex presidente del Sudan, Omar el Bashir, al potere per 30 anni prima di essere deposto lo scorso aprile a seguito delle proteste popolari, è arrivato nel tribunale di Khartoum dove ha inizio il processo a suo carico per corruzione.

A firmare l’accordo sono stati il Consiglio militare (Tmc) e le Forze per la libertà e il cambiamento, (Ffc), il cartello che racchiude le sigle dell’opposizione. La decisione del posticipo — riferisce il quotidiano «Sudan Tribune» — è stata presa su richiesta dell’opposizione che ha ritirato alcuni candidati designati per il Consiglio sovrano e ha chiesto altre 48 ore di tempo per consegnare la lista finale dei candidati. Ieri le Ffc avevano nominato le cinque personalità scelte per ricoprire l’incarico di membri civili del Consiglio sovrano — Aisha Mousa, Siddig Tower, Mohamed Elfaki Suleiman, Hassan Sheikh Idris e Taha Othman Ishaq — tuttavia la loro nomina ufficiale è stata sospesa dopo il rifiuto di alcuni candidati. Per il Tmc, secondo l'emittente Sky News Arabia, il Consiglio includerà anche il capo, Abdel Fattah al Burhan, il suo vice, Mohamed Hamdan Dagalo, e il generale Yasser al Atta.

In base all’accordo siglato il 17 agosto, il Consiglio comprende un totale di 11 membri di cui cinque selezionati dal Tmc, cinque scelti dall’opposizione e uno concordato da entrambe le parti. Si introduce di fatto un nuovo Consiglio di governo, che comprende sia civili che generali, che condurrà alle elezioni e al governo civile. L’intesa, trasmessa in diretta da al Jazeera, è stata firmata da Mohamed Hamdan “Hemeti” Dagalo, numero due della Giunta militare e Ahmed Al-Rabie, rappresentante delle Forze per la libertà e il cambiamento, alla presenza di diversi capi di stato, premier e dignitari stranieri.

Si prevede un’assemblea costituente composta da 300 membri: il gruppo delle Forze per la libertà e il cambiamento deterrà il 67 per cento dei seggi, mentre il resto sarà assegnato a sigle politiche senza connessioni con Bashir.

La notizia dell’accordo era stata salutata già il 3 agosto con festeggiamenti per le strade di Khartoum, la capitale del paese che è stata teatro di proteste di massa dopo la destituzione del generale Bashir per trent’anni al potere. All’accordo si è giunti in seguito alle proteste per la democrazia e alla repressione che hanno interessato il Sudan dopo che Omar al Bashir è stato estromesso in aprile.

Intanto, il quotidiano arabo «Al Wasat» con sede al Cairo ha riferito che Bashir, 75 anni, è giunto davanti al tribunale scortato da un lungo convoglio militare. È chiamato a rispondere davanti ai giudici di corruzione e riciclaggio di denaro. Bashir è anche ricercato dalla Corte penale internazionale (Cpi) dell’Aja, dal 2009, per crimini di guerra e genocidio per i massacri nella provincia del Darfur avvenuti nei primi anni 2000.

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18 ottobre 2019

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