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​Al fianco dei poveri

· ​Domenica 15 ottobre la canonizzazione di Angelo da Acri ·

Il 18 dicembre 1825 Leone XII beatificava il venerabile servo di Dio Angelo da Acri, da tutti conosciuto come “l’apostolo delle Calabrie”. E domenica 15 ottobre Papa Francesco lo proclamerà santo. Sono passati quasi duecento anni. Si potrebbe pensare a un fatto di archeologia, ma chi si recasse ad Acri, nella basilica che ne conserva le spoglie mortali, troverebbe una comunità che a lui si affida, a lui chiede l’aiuto per incamminarsi sulla strada della riconciliazione, della giustizia e del perdono.

Luca Antonio Falcone nacque il 19 ottobre 1669 ad Acri, allora piccolo borgo ai piedi della Sila, in una famiglia di umili condizioni. Sulla soglia dei vent’anni Luca Antonio, dopo avere ascoltato la predicazione di fra Antonio da Olivadi, si orientò a vivere la sua consacrazione tra i francescani cappuccini. Ma il percorso si rivelò difficile: per ben due volte smise l’abito religioso lasciando il noviziato, scoraggiato dall’austerità della regola o cedendo alla nostalgia della mamma che aveva lasciato in lacrime. Tuttavia il 12 novembre 1690, per la terza volta, Luca Antonio iniziava il noviziato nel convento di Belvedere Marittimo con il nome di Angelo d’Acri.

Colpito dalla lettura delle gesta di fra Bernardo da Corleone († 1667) di cui era in corso la causa di beatificazione, elevò una forte supplica al Signore per essere aiutato nel nuovo inizio. E fu esaudito. Emessa la professione dei voti religiosi il 12 novembre 1691, ricevette l’ordinazione sacerdotale nel duomo di Cassano allo Jonio il 10 aprile 1700, giorno di Pasqua. L’esordio del suo ministero di predicatore nel 1702, nella chiesa di San Giorgio Albanese, si rivelò un vero e proprio fallimento tanto da fuggire dal pulpito sconsolato. Davanti alla croce, fra Angelo giunse a una decisione irrevocabile: da allora in avanti avrebbe predicato solamente «Cristo crocifisso ignudo, lontano da bizzarie rettoriche ed anche dalla soggezione di lingua toscana, ma solo con idioma natio», ripetendo “a passo a passo” quanto lo Spirito Santo andava suggerendogli. E fu un successo.

di Carlo Calloni
Postulatore generale dei frati minori cappuccini

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