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Al centrodestra le legislative in Portogallo

· Sócrates si dimette dalla guida del Partito socialista ·

Come ampiamente previsto, il centrodestra ha vinto le elezioni legislative anticipate di ieri in Portogallo. Dopo sei anni di Governo, il Partito socialista (Ps) del premier, José Sócrates, è stato spodestato dai socialdemocratici di centrodestra (Psd), del leader dell’opposizione, Pedro Passos Coelho.

A conclusione dello scrutinio provvisorio, in attesa ancora del voto degli emigranti, il Psd ha ottenuto il 38,7 per cento dei consensi e 103 deputati, mentre il secondo partito di destra, i popolari del Cds, ha ottenuto l’11,7 per cento (23 deputati. I due tradizionali alleati hanno quindi una maggioranza assoluta di 126 seggi su 230 nel Parlamento monocamerale di Lisbona. I socialisti di Sócrates — informano le agenzie di stampa internazionali — hanno invece conquistato il 28 per cento dei voti e 71 seggi, 24 in meno rispetto alle ultime elezioni di due anni fa. L’alleanza tra comunisti e Verdi Cdu ha ottenuto il 7,9 per cento (15 deputati), mentre al Blocco di sinistra (Be) è andato il 5,2 per cento del favore popolare e 7 seggi.

Il primo passo del vincitore è stato quello di assicurare che il Portogallo — attanagliato da una crisi economia senza precedenti e sotto il peso del forte deficit pubblico — non sarà un fardello per i suoi creditori, impegnandosi a fare di tutto per rispettare gli impegni assunti da Lisbona. «Faremo tutto il possibile per onorare l’accordo stabilito tra lo Stato portoghese, l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale, per riconquistare la fiducia dei mercati», ha precisato Passos Coelho, che diverrà il prossimo primo ministro. Dopo la Grecia e l’Irlanda, anche il Portogallo — per evitare la bancarotta — è stato costretto a fare ricorso al salvataggio finanziario di Ue e Fmi. Un piano che però prevede drastiche misure di risanamento dei conti pubblici, con privatizzazioni, aumenti dell’iva e delle tasse, tagli a salari e pensioni.

E per evitare ogni rischio di instabilità politica il leader del Psd ha garantito di dare vita il più rapidamente possibile a un Governo di maggioranza guidato dal Psd con i popolari del Cds, di Paulo Portas.

Sócrates si è invece subito assunto la responsabilità della sconfitta elettorale, rassegnando le dimissioni da leader del partito. Nel dare l’annuncio ai suoi sostenitori, il premier ha parlato di «una sconfitta interamente mia». «Ritengo necessario — ha aggiunto — avviare un nuovo ciclo politico che sia in grado di preparare un’alternativa consistente. Voglio dare al Partito socialista lo spazio per discutere del proprio futuro e scegliersi una nuova leadership». Il nuovo segretario sarà eletto al termine di un congresso straordinario.

In un discorso pronunciato davanti ai militanti del partito, Passos Coelho ha confermato che le trattative con il Cds per formare una coalizione governativa saranno avviate al più presto. Interrogato dai cronisti su possibili trattative anche con il Ps dopo le dimissioni da segretario del premier uscente, Passos Coelho ha indicato che dialogherà con tutti i partiti rappresentanti in Parlamento, anche, quindi, con i socialisti. Il leader dei socialdemocratici ha poi dichiarato che il nuovo Esecutivo darà stabilità al Paese nei prossimi 4 anni, adoperandosi per ripristinare la fiducia dei mercati e il prestigio del Portogallo. «Avremo bisogno tutti di enorme coraggio e di molta pazienza per superare le difficoltà», ha avvertito. Sarà, quindi, Passos Coelho il premier che avrà il difficile compito di pilotare il Paese fra le secche della crisi più grave dal 1974 e di applicare le dure misure imposte da Ue e Fmi in cambio del salvataggio da 78 miliardi di euro. Per gli analisti, non è ancora chiaro fino a che punto sia prevalsa fra gli elettori — l’astensione ha toccato un record storico, sopra il 42 per cento — la volontà di cambiamento, o piuttosto un voto sanzione contro Sócrates — come quello di recente in Spagna contro Rodríguez Zapatero che ha severamente punito il Psoe — ritenuto responsabile di avere portato il Portogallo al tracollo finanziario.

Dopo l’uscita di scena di Sócrates, alcuni esperti non hanno nemmeno escluso un patto nazionale fra Psd Cds e Ps, caldeggiato dal presidente della Repubblica Aníbal Cavaco Silva, e dall’indiscusso leader del Ps, Mario Soares. Una possibile grande coalizione fra i tre partiti che hanno accettato il piano di salvataggio di Ue e Fmi (Cdu e Be lo hanno respinto), potrebbe dare al prossimo Governo la massima forza possibile nella gestione della crisi.

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