Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Al centro la persona

· A colloquio con l’arcivescovo Zani ·

Dialogo con le culture e le religioni, centralità della persona, libertà educativa, formazione degli insegnanti. Sono i temi al centro del lavoro della Congregazione per l’educazione cattolica, chiamata in questo periodo a un impegno particolare di aggiornamento e di collaborazione con Stati e organismi internazionali per adeguare le istituzioni ecclesiastiche ai nuovi standard di ricerca e insegnamento. Ne parla in questa intervista al nostro giornale l’arcivescovo Angelo Vincenzo Zani, segretario del dicastero.

Su quali argomenti vi state confrontando in questo periodo?

Pochi mesi fa il dicastero ha pubblicato il documento Educare al dialogo interculturale nella scuola cattolica. Vivere insieme per una civiltà dell’amore. Ha avuto una lunga gestazione ed è stato provocato dal fatto che le scuole cattoliche nel mondo sono frequentate da un’alta percentuale di studenti non cattolici e appartenenti ad altre religioni, e per questo chiedono alla Santa Sede orientamenti educativi idonei a tali situazioni. Questo è uno dei tanti temi allo studio.

Come vi preparate a celebrare il cinquantesimo anniversario della dichiarazione conciliare Gravissimum educationis?

Da tempo la Congregazione sta pensando a questo importante anniversario, raccogliendo l’invito rivolto da Benedetto XVI ai membri dell’assemblea plenaria del dicastero nel 2011, di fare del cinquantesimo della Gravissimum educationis e del venticinquesimo della costituzione apostolica per le università cattoliche Ex corde Ecclesiae un’opportunità per rilanciare l’impegno della Chiesa nel campo educativo.

La congregazione collabora direttamente per il semestre italiano alla presidenza europea. Come si è arrivati a questa importante novità?

Da vari anni si lavora fianco a fianco tra Paesi diversi nel contesto del Processo di Bologna, nei Comitati direttivi del Consiglio d’Europa per l’educazione e l’istruzione superiore e nel quadro della Convenzione di Lisbona. Il biennio 2014-2015 costituisce una tappa ulteriore di sviluppo della politica universitaria europea e offre l’occasione per una più stretta collaborazione tra Santa Sede e Repubblica Italiana, alle quali è affidato il compito di coordinare congiuntamente le varie attività. Anzitutto siamo nel semestre di presidenza italiana dell’Unione europea, il che significa un coinvolgimento più diretto dell’Italia anche nel Processo di Bologna; inoltre tale periodo assume una importanza rilevante per la preparazione del prossimo vertice dei ministri dell’istruzione superiore, che si terrà nel maggio 2015 a Yerevan, in Armenia.

di Nicola Gori

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 ottobre 2018

NOTIZIE CORRELATE