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​Al Baghdadi ucciso
in un raid russo a Raqqa

· ​L’annuncio di Mosca che però attende le verifiche ·

Edifici distrutti dalle bombe nella città di Deraa (Reuters)

Il leader dello stato islamico (Is), Ibrahim Al Baghdadi, sarebbe morto durante un raid delle forze russe vicino a Raqqa lo scorso 28 maggio. A darne notizia, oggi, è il Cremlino, secondo cui nel sobborgo della città colpito era presente il terrorista iracheno autoproclamatosi capo dell’Is nel giugno 2014 a Mosul. Non è la prima volta che la morte di Al Baghdadi viene annunciata. Tuttavia, è la prima volta che il Cremlino lancia la notizia con tanta enfasi, anche se in maniera dubitativa. Il ministero della difesa russo spiega che la morte di Al Baghdadi non può ancora essere confermata, ma che si stanno facendo verifiche. Verifiche necessarie, visto che, come detto, l’uomo è stato dato per morto più volte da quando la comunità internazionale è intervenuta militarmente per neutralizzare l’Is in Iraq e in Siria. «Secondo le informazioni che si stanno verificando attraverso diversi canali» si legge nella nota del ministero, «era presente anche il leader dell’Is Al Baghdadi, che è stato eliminato in seguito al raid». L’annuncio del ministero russo segue di qualche giorno la diffusione della stessa notizia da parte della televisione di stato siriana. L’annuncio del Cremlino arriva in un momento delicatissimo. Le forze governative siriane sono avanzate ulteriormente oggi ad est di Palmira, strappando all’Is alcuni importanti pozzi di petrolio e avvicinandosi alla città di Sukhna, l’ultimo importante centro urbano ancora nelle mani dei jihadisti nella provincia di Homs. Media governativi e fonti degli attivisti hanno detto che le forze di Damasco hanno ripreso il controllo dei giacimenti dell’area di Arak, circa trenta chilometri a nord-est di Palmira. L’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus, voce dell’opposizione in esilio con sede a Londra) precisa che l’esercito e le milizie loro alleate si trovano ormai a non più di 25 chilometri da Sukhna, nelle mani dell’Is dal maggio del 2015. L’avanzata delle forze lealiste, che sempre secondo l’Ondus hanno riconquistato 15 chilometri di territorio negli ultimi cinque giorni, potrebbe permettere loro di puntare poi su Deir Ezzor, nell’est del paese vicino al confine con l’Iraq, assediata da oltre tre anni.

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