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Aiuti finiti, camion fermi

· ​Non conosce fine la tragedia dei civili di Aleppo bloccati dalla guerra ·

Non conosce tregua il dramma umanitario ad Aleppo. Ieri l’ultimo allarme delle Nazioni Unite: sono state distribuite le ultime razioni di cibo disponibili nella zona orientale della città stretta nella morsa dei combattimenti tra governativi e ribelli. Se non arriveranno nuovi aiuti e non saranno garantite le condizioni di sicurezza adeguate per il passaggio dei camion, migliaia di civili allo stremo rimarranno senza nulla. «I resoconti che abbiamo adesso da Aleppo orientale è che le ultime razioni di cibo vengono distribuite nel momento in cui parliamo» ha spiegato il responsabile della task force umanitaria per la Siria sostenuta dall’Onu, Jan Egeland, parlando con i giornalisti. Sono circa 300.000 i civili intrappolati nei quartieri orientali di Aleppo, ancora sotto il controllo dei ribelli. Numero che sale a due milioni se invece si guarda all’intera area che va da Aleppo al confine nord tra Siria e Turchia. Mosca, per bocca del suo viceministro degli Esteri, Serghei Ryabkov, ha assicurato che sta facendo di tutto per concordare nuove pause dei combattimenti per consentire il deflusso dei civili dalle aree più a rischio. Tuttavia, i bombardamenti continuano: nelle ultime ore si hanno notizie di diversi raid con decine di morti e feriti. E sempre il Cremlino ha diffuso la notizia per cui circa 6000 jihadisti stanno preparando una massiccia offensiva contro Aleppo est da sud-ovest. Ad affermarlo è la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. «La situazione più grave in Siria è come prima attorno ad Aleppo. I jihadisti che attaccano da sud-ovest — ha detto Zakharova — non interrompono i tentativi di aprire un corridoio verso i quartieri orientali della città. Secondo diverse valutazioni, all’operazione partecipano fino a 6000 miliziani».

Ma non si combatte solo ad Aleppo. Almeno undici persone, tra cui quattro bambini, sono morti in due distinti raid aerei nelle vicinanze di Damasco, in alcune zone controllate dai ribelli.

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27 maggio 2019

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