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Aiuti
per chi aiuta

· L’arcivescovo di Atene sui rifugiati ·

«Abbiamo bisogno che l’Unione europea ci tratti non come numeri ma come persone. Come diocesi greche stiamo chiedendo aiuto alle Chiese sorelle d’Europa. Poche quelle che ci stanno aiutando, tra queste sicuramente la Cei, attraverso la Caritas»: è quanto ha affermato monsignor Sevastianos Rossolatos, arcivescovo di Atene e presidente della Conferenza episcopale greca, in merito alla situazione del paese ellenico attraversato dalla crisi i cui effetti stanno colpendo anche la Chiesa cattolica.

«La Grecia è schiacciata in questo momento. Scontiamo scelte politiche sbagliate. La crisi economica — ha osserva l’arcivescovo — non è caduta dal cielo, è indubbio. Molti si sono tolti la vita per la disperazione. Questo ci fa soffrire. Da tre anni la situazione è peggiorata. «Le diocesi — ha dichiarato il presule al Sir — traggono i loro redditi dagli affitti di immobili di proprietà. Purtroppo non tutti riescono a pagare e con le tasse non riusciamo a far fronte ai bisogni. Riceviamo aiuti anche per fronteggiare l’accoglienza di profughi. In Grecia — ha aggiunto il presule — si stima che siano oltre 50.000 quelli rimasti dopo la chiusura della rotta balcanica. I migranti continuano ad arrivare anche se in numero minore rispetto al passato ma la situazione è drammatica. Gli aiuti che abbiamo ci permettono di arrivare fino a novembre, poi non sappiamo. Certamente dovremo tagliare ulteriormente le spese, chiuderemo la rivista e l’ufficio stampa».

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25 giugno 2018

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