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Aiuti ad Aleppo

· Mosca avvia una vasta operazione umanitaria nella città siriana sotto assedio ·

Assad offre l’amnistia a tutti i ribelli che deporranno le armi

Il Cremlino ha annunciato ieri il lancio di una «operazione umanitaria su vasta scala» per aprire corridoi ad Aleppo, città siriana sotto assedio. Saranno istituiti — ha fatto sapere Mosca — tre passaggi: uno per gli abitanti che vogliono lasciare la città, uno per chi vuole deporre le armi e un terzo per permettere ai ribelli armati di defluire. 

«Creeremo il terzo corridoio a nord di Aleppo verso la strada Castello per il passaggio sicuro dei miliziani armati» ha detto Sergey Shoygu, ministro della Difesa russo. Questi ha inoltre chiesto alle organizzazioni umanitarie internazionali presenti in Siria «di unirsi a questa operazione». Il governatore di Aleppo ha confermato oggi l’apertura dei corridoi. «Aleppo è di fatto assediata perché è quasi tutta circondata da militari. Il tempo stringe e occorre portare aiuti» ha dichiarato l’inviato Onu per la crisi in Siria, Staffan de Mistura, a proposito dell’allarmante situazione umanitaria nella città, dove la popolazione è allo stremo e ha risorse ancora al massimo per tre settimane. Sulla ripresa dei colloqui di pace inter-siriani, de Mistura ha annunciato che a breve si recherà a Teheran, mentre il suo gruppo di lavoro sarà a Damasco per discuterne con le autorità locali. E ieri anche Francia e Gran Bretagna hanno chiesto la fine immediata del «disastroso assedio di Aleppo» da parte delle forze del regime siriano e dei suoi alleati. Tutto questo mentre, d’intesa con il Cremlino, il presidente siriano Assad ha offerto un’amnistia ai ribelli. «Tutti coloro che sono ricercati dalla giustizia saranno esentati dalla totalità della pena se si arrendono e depongono le armi entro i tre mesi successivi alla data di pubblicazione di questo decreto presidenziale» si legge nel testo diffuso dall’agenzia.

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27 maggio 2019

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