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Aiutare i sopravvissuti

· Appello dei presuli del Kenya dopo il crollo di una diga ·

Nairobi, 18. «Ho visto personalmente la distruzione causata dalla diga che ha provocato la morte di diverse persone. Mi appello a tutti voi per offrire un contributo speciale in denaro, cibo, vestiti, coperte e in qualsiasi altro modo che possa aiutare le vittime». È l’accorata esortazione lanciata dal vescovo di Nakuru, Maurice Muhatia Makumba, che nei giorni scorsi ha visitato personalmente la popolazione colpita dal crollo della diga di Solai, che ha provocato 45 morti e ha lasciato più di cento persone senza casa. Il cedimento dell’impianto idrico ha sommerso gli edifici circostanti nel raggio di due chilometri, spazzando via almeno 450 abitazioni. Si tratta del più grave degli incidenti causati dalle piogge torrenziali e dalle inondazioni che dal marzo scorso stanno devastando il paese africano, con almeno duecento morti e oltre duecentomila sfollati.

Il presule si è rivolto in particolare alle cinquanta parrocchie della diocesi e a tutte le persone di buona volontà, perché contribuiscano a sostenere gli sforzi della Caritas locale che assiste le vittime della tragedia verificatasi il 9 maggio scorso.

L’appello di monsignor Makumba si aggiunge a quello lanciato nei giorni precedenti dalla Conferenza episcopale keniota. «Siamo profondamente addolorati per la perdita di vite umane, per le persone ferite e gli enormi danni materiali verificatisi in tutto il paese», scrivono i presuli, in una nota a firma del vescovo di Ngong, John Oballa Owaa, presidente della commissione episcopale Giustizia e pace. «In queste dolorose circostanze», i vescovi assicurano le loro preghiere per «tutti coloro che soffrono le conseguenze di queste numerose catastrofi».

Un appello particolare viene rivolto dai presuli ai responsabili delle operazioni di aiuto: «Mentre elogiamo il buon lavoro svolto dai team delle squadre di soccorso che operano sul campo, chiediamo però alle istituzioni e alle autorità responsabili di garantire sempre la sicurezza dei cittadini, assicurandosi che le norme prescritte siano rispettate, senza compromessi».

A seguito del crollo della diga di Solai sono stati infatti sollevati dubbi sulla sua tenuta e interrogativi sulla legalità dell’impianto. Per questo le autorità governative hanno aperto un’indagine affidata al capo della polizia, che dovrà entro due settimane presentare un rapporto sulle cause del cedimento e su eventuali irregolarità, negligenze e colpe.

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