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​Aiutare
chi è nell’insicurezza

· Messaggio del Sedac ·

Arcabas «Lungo la strada» (1983)

Le preoccupazioni e le speranze dei giovani, le difficoltà e le incertezze vissute dall’intera regione centroamericana, in particolare dal Nicaragua, il dramma della migrazione forzata, la rinnovata attenzione verso la salvaguardia del creato, la gioia per la recente canonizzazione di monsignor Óscar Arnulfo Romero: sono gli argomenti affrontati nel messaggio diffuso al termine dell’assemblea plenaria del Segretariato episcopale dell’America centrale (Sedac), svoltasi dal 26 al 30 novembre a Valle de Ángeles, non lontano da Tegucigalpa, in Honduras. Da decenni l’incontro annuale, che ogni volta si tiene in un paese diverso, ha l’obiettivo di condividere le rispettive esperienze pastorali e la propria visione della realtà centroamericana. Non a caso il messaggio cita nel titolo i Tessalonicesi, 5, 11: «Confortatevi a vicenda e siate di aiuto gli uni agli altri, come già fate».
Nel testo — che porta la firma del presidente del Sedac, arcivescovo José Luis Escobar Alas, e del segretario generale, cardinale Gregorio Rosa Chávez — si ricordano il recente sinodo sui giovani in Vaticano e la prossima Giornata mondiale della gioventù in Panamá. Proprio i giovani sono stati il tema centrale dell’assemblea. Il loro futuro «è incerto e genera debolezza, angoscia, insicurezza, solitudine». Essi «vivono in una società dove il trascendente è diluito e si sentono vuoti». I vescovi, seguendo le indicazioni del sinodo, si impegnano ad ascoltarli, a camminare insieme a loro, a formarli, come fece Gesù con i discepoli di Emmaus, rafforzando in essi l’ardore missionario. Alle istituzioni si chiede «un rafforzamento della democrazia» che favorisca specialmente i più poveri e gli esclusi. E «constatiamo l’urgente necessità della formazione politica di cristiani che agiscano con i valori del Vangelo per cambiare la realtà».

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