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Aiutando si impara

· Un manuale di formazione per le religiose impegnate contro la tratta ·

A volte anche solo leggere la dedica fa capire molto di un libro. «Questo lavoro è dedicato a suor Bernadette Sangma per ricordare lei, il suo sorriso e la sua passione per la vita» si legge nell’e-book Manuale di formazione Talitha Kum per religiose impegnate in azioni di prevenzione del fenomeno e di assistenza alle vittime, che sarà presentato in anteprima il 29 gennaio pomeriggio presso la Casina Pio IV in Vaticano. Che cos'è Talitha Kum? Il nome riecheggia l’aramaico “fanciulla, io ti dico, alzati”, pronunciato da Gesù per far tornare in vita la figlia di Giairo, e mette in rete, favorendo la collaborazione e lo scambio di informazioni, religiosi disseminati in settanta Paesi, nei cinque continenti.

Dal 25 al 31 gennaio si svolgerà il secondo Incontro di coordinamento: saranno a Roma le suore rappresentanti delle diverse reti continentali membri di Talitha Kum. Le trenta persone che parteciperanno all’incontro lavoreranno, nei primi giorni, per coordinare le attività e definire le linee strategiche della rete per i prossimi anni; dal 28 al 30 si susseguiranno incontri con fondazioni, istituzioni della Chiesa cattolica e altre organizzazioni.

«Tessere una rete — si legge nell’introduzione all’ e-book — è un lavoro che si impara guardando con curiosità e attenzione le mani di chi abilmente intreccia e annoda i fili mentre la tela cresce e prende la forma desiderata. I fili uniti nella rete diventano più resistenti e sono trasformati dall'insieme».

Ma torniamo alla dedica del manuale — realizzato a cura di Stefano Volpicelli con contributi di suor Gabriella Bottani, suor Bernadette Sangma, Teresa Albano e Roberto Rossi — che sarà disponibile on line in italiano e in inglese a partire dall’8 febbraio, Giornata mondiale di preghiera contro la tratta.

«Con competenza e instancabile impegno — si legge nelle prime pagine del libro — suor Bernadette ha creduto nell’importanza del lavoro in rete e ha tessuto le trame che hanno portato nel 2009 alla formazione ufficiale di Talitha Kum. Grazie sorella e amica. Siamo certi che, immersa nell'eternità dell'amore di Dio, continui a pregare per noi e per tutte le persone sfruttate e sfigurate dalla violenza della tratta».

Competenza e resistenza anzi, resilienza al dolore, diremmo oggi con una parola molto di moda, cioè con quella forza solida e duttile che fa da sponda al mare di dolore in cui ci si imbatte, sono i temi chiave del libro.

Accanto a due nemici insidiosi: la tentazione di sostituirsi all'altro — di trovare scorciatoie apparentemente “buone” ma che non tengono conto della sua libertà — e la sindrome da burn out (“casi bruciati” li chiama Graham Greene in A Burnt-Out Case, un romanzo scritto nel 1960 ma più contemporaneo quanto a temi affrontati di tanti bestseller degli anni Duemila) che può colpire chi dedica la vita ad aiutare gli altri. Particolarmente interessante anche l’approfondimento su prevenzione e stigma sociale, che mette in guardia dall’effetto boomerang di campagne di informazione animate da ottime intenzioni ma controproducenti, che finiscono per alimentare ambiguità e fraintendimenti.

Nel manuale ampio spazio è dedicato allo scenario geopolitico e socioeconomico che ha favorito la diffusione di una vera e propria malattia delle relazioni umane che si basa su rapporti asimmetrici e distorti dove lo sfruttamento dell'uomo è ritornato a essere una pratica condivisa e tollerata. Inoltre si analizza criticamente il quadro giuridico predisposto dalla comunità internazionale evidenziandone le incongruenze e gli elementi di debolezza che troppo spesso hanno permesso ai trafficanti di farla franca e impedito alle vittime di ricevere il giusto riconoscimento dei loro diritti violati.

di Silvia Guidi

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13 dicembre 2019

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