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Agostino in Vaticano

· L’antico vescovo di Ippona e l’attuale vescovo di Roma ·

La passione evangelica, la predicazione avvincente, la carica umana, il desiderio di incontrare tutti, soprattutto i peccatori e i delusi, perché si sentano amati da Dio. C’è più di un tratto che accomuna lo stile pastorale dell’antico vescovo di Ippona Agostino e quello dell’attuale vescovo di Roma Francesco. Lo sottolinea l’agostiniano Bruno Silvestrini, parroco della Pontificia Parrocchia di Sant’Anna in Vaticano, in un'intervista al nostro giornale in occasione della memoria liturgica del santo dottore della Chiesa.

È ancora attuale il messaggio di sant’Agostino?

Posso confermare che chi oggi  incontra la figura e l'esperienza di Agostino si lega a lui con un vincolo di grande amicizia.

Perché?

Perché è un  innamorato dell’amore di Dio, e lo ha cantato, meditato e predicato in tutti i suoi scritti, ma  soprattutto lo ha  testimoniato nel suo ministero pastorale.

A questo proposito si possono rilevare delle analogie con Papa Francesco?

Ciò che avvicina Agostino e Papa Francesco è la dialettica dell’annuncio della Parola di Dio. Agostino, quando parlava ai fedeli di Ippona, era avvincente, infiammava i fedeli e accendeva in essi il desiderio di una nuova vita. Questa immagine è immediata nel ricordare la figura di Papa Francesco che invita i fedeli, nei discorsi e nelle omelie, a riscoprire i grandi valori della fede.

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21 luglio 2019

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