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Agire per la pace

· Il Pontefice rinnova l’appello a tutti i responsabili politici per la situazione in Siria e in altre regioni del mondo ·

E invoca rispetto e cure adatte nei casi dolorosi e complessi di Vincent Lambert e di Alfie Evans

«Profondamente turbato dall’attuale situazione mondiale», Papa Francesco ha invocato un impegno più incisivo da parte della comunità internazionale, che «nonostante gli strumenti a disposizione», fa «fatica a concordare un’azione comune in favore della pace in Siria e in altre regioni del mondo». Al Regina caeli di domenica 15 aprile, il Pontefice ha confidato le sue preoccupazioni ai fedeli riuniti in piazza San Pietro, assicurando la sua preghiera incessante e invitando «tutte le persone di buona volontà a continuare a fare altrettanto. Mi appello nuovamente — ha scandito — a tutti i responsabili politici, perché prevalgano la giustizia e la pace».

Il pensiero del Papa è andato anche ai due giornalisti ecuadoriani e al loro autista sequestrati e uccisi al confine con la Colombia. «Con dolore ho appreso la notizia dell’uccisione dei tre uomini» ha detto Francesco, esprimendo vicinanza al «caro popolo» dell’Ecuador e «incoraggiandolo ad andare avanti unito e pacifico, con l’aiuto del Signore e della sua santissima Madre».

Inoltre il Pontefice ha affidato alle preghiere dei fedeli «le persone che vivono, a volte da lungo tempo, in stato di grave infermità, assistite medicalmente per i bisogni primari». Esplicito il riferimento ai casi del quarantunenne francese Vincent Lambert, che da dieci anni vive in stato vegetativo, e di Alfie Evans, il piccolo di 23 mesi ricoverato a Liverpool per un morbo neurologico degenerativo per il quale i medici hanno stabilito la sospensione delle cure. «Sono situazioni delicate, molto dolorose e complesse» ha commentato, esortando a pregare «perché ogni malato sia sempre rispettato nella sua dignità e curato in modo adatto alla sua condizione, con l’apporto concorde dei familiari, dei medici e degli altri operatori sanitari, con grande rispetto per la vita».

In precedenza, commentando il Vangelo della liturgia domenicale, Francesco aveva parlato del valore del corpo nella luce della risurrezione. E, riferendosi in particolare «ai bambini, alle donne, agli anziani maltrattati», aveva ricordato che «ogni offesa o ferita o violenza al corpo del nostro prossimo, è un oltraggio a Dio creatore». Un tema ripreso anche nell’omelia pronunciata durante la messa nella parrocchia romana di San Paolo della Croce a Corviale, dove il Pontefice si è recato nel pomeriggio. «Chiediamo al Signore — ha invitato i fedeli — la grazia che la gioia non ci impedisca di credere, la grazia di toccare Gesù risorto: toccarlo nell’incontro mediante la preghiera; nell’incontro mediante i sacramenti; nell’incontro con il suo perdono che è la rinnovata giovinezza della Chiesa; nell’incontro con gli ammalati, quando andiamo a trovarli, con i carcerati, con quelli che sono i più bisognosi, con i bambini, con gli anziani».

Il Papa al Regina caeli

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22 aprile 2018

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