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Agatha Christie e le sue copertine

Hercule Poirot si vantava di non perdere mai la pazienza. Aggiungendo, però, che quando la perdeva, «non faceva prigionieri» e che anche l’interlocutore più ostinato, di fronte a tanta irruenza, sarebbe fuggito a gambe levate. E per corroborare questo tratto caratteriale, il celeberrimo investigatore, nato dalla penna di Agatha Christie, citava, in merito, una frase di Shakespeare: «Guardati dall’ira dei miti». Nelle lettere inviate dalla regina del giallo al principale editore delle sue opere, Billy Collins — che per la prima volta saranno rese di pubblico dominio il 20 luglio a Londra in occasione del Theakston’s Old Peculier Crime Novel Award of The Year — è dato di constatare che quell’ira shakespeariana a volte ghermiva anche Christie, che pure aveva fama di essere una donna tranquilla e posata. Quasi mai la scrittrice era d’accordo — rileva «The Guardian» del 14 luglio nel dare notizia di questa singolare corrispondenza — con le copertine che l’editore sceglieva per i suoi gialli. Dash it all (diamine) scrisse Christie in un’assai accalorata missiva quando vide la cover di uno dei suoi capolavori, The Murder of Roger Ackroyd, che l’avrebbe consacrata nell’empireo dei grandi della crime novel, accanto a sir Arthur Conan Doyle e a Raymond Chandler. Sulla copertina era mal disegnato un telefono (nella trama in realtà è un dittafono a svolgere un ruolo chiave) e l’autrice inveisce affermando che sarebbe meglio stampare il libro senza veste editoriale, cominciando dalla prima pagina. Le missive rivelano poi una buone dose di vanità. È sempre l’editore a essere il bersaglio privilegiato dei suoi strali, volendo Collins che in ogni occasione pubblica Christie fosse fotografata, a dispetto dei segni sempre più evidenti dell’età. «Ho ricevuto lettere dai miei fan che si dicono meravigliati che io sia una old lady di più di settant’anni, mentre non ne ho nemmeno sessanta» lamenta la scrittrice che in quella missiva si ripromette di non prestarsi più all’occhio indiscreto e impietoso della macchina fotografica. (gabriele nicolò) 

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20 agosto 2019

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