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In Africa
hotspot europei

· Gli esiti del vertice di Parigi sulle migrazioni ·

Un migrante africano in Libia  (Ap)

«L’Europa non ha fatto i suoi compiti e bisogna ancora lavorare molto» per una soluzione sulla crisi dei migranti. È quanto ha dichiarato il cancelliere tedesco Angela Merkel, il giorno dopo il vertice che ha riunito a Parigi, ospiti del presidente Emmanuel Macron, i leader di Germania, Italia e Spagna. Il vertice, che ha visto la partecipazione di tre leader africani, ha lanciato l’iniziativa di hotspot europei nel Africa settentrionale per la prima identificazione e per la distinzione tra migranti economici e richiedenti asilo. I nuovi «centri di ricollocazione» saranno aperti a chi ha le carte in regola per chiedere protezione nel vecchio continente. In sostanza, dunque, il meccanismo di identificazione dei migranti che vogliono raggiungere l’Europa entrerà in funzione già in Africa.

Oltre al primo ministro libico, Fayez Al Sarraj, si sono ritrovati — con Macron, Merkel, il presidente del consiglio dei ministri italiano Gentiloni e il presidente del governo spagnolo Mariano Rajoy — il presidente del Ciad, Idriss Deby, e il capo dello stato del Niger, Mahamadou Issoufou. Si tratta di due paesi dell’area cruciale del Sahel da cui provengono i migranti che si raccolgono sulle coste libiche.

Quella dei flussi migratori e della lotta ai trafficanti è una «sfida che riguarda tutti e che nessuno può risolvere da solo», ha avvertito Macron. Dunque, l’Europa delle quattro grandi potenze ha approvato e rilanciato la strategia italiana di cooperazione con la Libia, paese che il primo ministro Al-Sarraj ha definito «vittima» della piaga dei trafficanti.  

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20 agosto 2019

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