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A Kabul la conferenza
sulla sicurezza

· Mentre nel paese proseguono le violenze dei talebani ·

L’Afghanistan è a un bivio: o si trova in tempi brevi una formula per avviare un dialogo di pace e fare tacere le armi, o ci sarà come unica alternativa «un’azione forte per sradicare il terrorismo».

È questo lo scenario offerto dal presidente, Ashraf Ghani, ai delegati di oltre 20 nazioni e organizzazioni internazionali, convenuti ieri alla Conferenza per la pace e la cooperazione per la sicurezza di Kabul. Avendo fatto tesoro del fallimento di passate iniziative di dialogo con i talebani non sostenute da offerte concrete, Ghani ha nominato alla testa dell’alto consiglio per la pace Karim Khalili, già vice presidente durante i due mandati di Hamid Karzai, personalità che ha più volte teso la mano agli insorti, anche condannando raid con vittime talebane delle forze militari statunitensi.

Poi ha offerto ai jihadisti la possibilità di concordare il luogo per svolgere l’incontro necessario alla definizione di una Road Map, palesando anche la possibilità che i talebani possano aprire un ufficio di rappresentanza a Kabul. Di contro, gli insorti dovrebbero abbandonare le armi, permettere alle donne di istruirsi, e rompere ogni legame con i terroristi. Per ora sembra proprio che l’offerta non abbia fatto cambiare opinione ai gruppi antigovernativi. Durante la conferenza, infatti, un razzo rivendicato dai talebani, è esploso nel compound dell’ambasciata indiana a Kabul. E mentre i lavori del summit si chiudevano, un portavoce dei talebani ha diffuso un comunicato per sostenere che «nessuna conferenza sull’Afghanistan darà risultati se servirà a prolungare l’occupazione», aggiungendo che «un dialogo di pace in presenza degli invasori non produrrà mai risultati». Se invece, conclude il documento, tale conferenza «mirasse a mettere fine all’occupazione e a espellere tutte le forze militari straniere, allora sarebbe benvenuta». Un’ipotesi, però, che per ora a Kabul, nelle capitali europee, e a Washington, nessuno prende davvero in considerazione.

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16 ottobre 2019

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